Quando il calcio sceglie i creator: la Bundesliga su YouTube, un esperimento che sa di rivoluzione
bundesliga youtube

La Bundesliga rompe gli schemi: 20 partite a stagione trasmesse gratis su YouTube da Mark Goldbridge. Un esperimento che apre scenari nuovi per il calcio in streaming, anche per l’Italia.

Chi l’avrebbe mai detto che la Bundesliga avrebbe affidato parte dei suoi diritti… a uno youtuber? Eppure è così: Mark Goldbridge, volto popolarissimo tra i tifosi inglesi, trasmetterà 20 partite a stagione nel Regno Unito sul suo canale YouTube da 1,4 mln di iscritti That’s Football, per tre stagioni. Non un accordo qualsiasi: si tratta della prima volta al mondo che un campionato professionistico concede diritti ufficiali di trasmissione a un creator digitale. Le gare saranno visibili gratis, in chiaro, e comprenderanno sempre i match del venerdì sera. Si parte col botto: oggi, 22 agosto, Bayern Monaco–Lipsia.

La strategia della Bundesliga è chiara: parlare a un pubblico giovane e digitale. Non a caso, accanto a Goldbridge ci sono altri partner: The Overlap, il progetto di Gary Neville che mescola calcio e talk su YouTube; la BBC, che rilancerà le partite in streaming su iPlayer e sul sito ufficiale; mentre Sky Sports e Amazon manterranno i pacchetti tradizionali del weekend. In pratica, il campionato tedesco sarà visibile su cinque piattaforme differenti nel Regno Unito.

È una rivoluzione: il calcio non è più legato a un solo schermo, ma si distribuisce a macchia d’olio, adattandosi a ogni target.

Non solo partite: il linguaggio della community

Il cuore della novità non è la piattaforma, ma il narratore. Goldbridge non è un telecronista classico: è un creator che ha costruito la sua fanbase con watchalong, reazioni in diretta e toni da tifoso al pub inglese. Sul suo canale ogni partita diventa una festa di community, con chat impazzite, meme in tempo reale e linguaggio diretto.

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È proprio qui la rivoluzione: per la prima volta un campionato legittima il linguaggio della community. Non più solo il commento tecnico e neutrale del telecronista, ma un racconto che assomiglia a una serata con gli amici davanti alla tv. Un linguaggio che funziona, That’s Football conta centinaia di migliaia di follower, con dirette capaci di superare il milione di visualizzazioni complessive.

Un dettaglio curioso: Goldbridge non è mai stato un volto televisivo prima d’ora. La sua carriera nasce su YouTube, dove ha cominciato commentando le partite del Manchester United come semplice tifoso. Oggi, con questo accordo, passa da outsider digitale a pioniere riconosciuto nel mondo dei diritti sportivi.

Un precedente che può cambiare tutto

Perché questa scelta fa rumore? Perché fino a ieri i diritti tv erano un territorio sacro dei grandi broadcaster. Pay tv e colossi dello streaming si sono sempre contesi miliardi per assicurarsi le esclusive. Ora la Bundesliga mostra che il calcio può essere anche contenuto social-first, distribuito come fosse un live streaming di gaming.

Già in passato la lega tedesca aveva sperimentato. E’ stata la prima grande lega europea a lanciare un canale su YouTube nel 2012, e una delle più attive su TikTok e Instagram. Questo passo è quindi coerente con la sua strategia di marketing: non solo vendere diritti, ma conquistare nuovi pubblici dove questi pubblici vivono già.

E se domani… accadesse in Italia?

Da noi la Serie A resta ancorata a un modello diverso: Sky e DAZN si spartiscono i diritti della Serie A, rendendo così un approccio ancora molto televisivo. Immaginare che un creator italiano (prendiamo d’esempio Fabrizio Romano, oggi sulla cresta dell’onda) possa trasmettere una partita ufficiale è, oggi, difficile. Ma non impossibile in futuro.

Si potrebbe pensare a sperimentazioni parallele:

  • highlights su Twitch;
  • co-streaming autorizzati con youtuber di sport;
  • post-partita interattivi;

Non sarebbe una soluzione sostitutiva, ma un’integrazione: un modo per parlare alla Gen Z, che già ora guarda più calcio in formato clip e reaction che nei 90 minuti tradizionali.

Del resto, qualche segnale già c’è. In Italia DAZN ha testato il linguaggio più informale dei suoi telecronisti e show digitali, mentre Sky ha aperto finestre su YouTube per highlights e rubriche. L’esperimento Bundesliga potrebbe fare scuola, e magari aprire spiragli per nuove forme di racconto anche da noi.

Tra innovazione e nostalgia: c’è bisogno di sperimentare

Il calcio è sempre stato uno spettacolo capace di adattarsi ai mezzi del tempo: dalla radio in bianco e nero, alla tv generalista, fino all’era pay tv e allo streaming globale. Oggi la Bundesliga manda un messaggio chiaro: per restare rilevanti bisogna sperimentare.

Vero, siamo un paese di nostalgici, legatissimi alle voci storiche e alle tradizioni tv. Ma la generazione che cresce con TikTok e YouTube difficilmente si affezionerà alle telecronache classiche. Il rischio? Creare un solco tra il pubblico che invecchia con la tv e quello che vive sui social.

L’esperimento Goldbridge potrebbe essere la chiave per unire questi mondi: la passione calcistica è la stessa, cambiano solo i canali. E forse è questo il futuro: uno sport che continua a raccontarsi con emozioni, ma su linguaggi sempre più vicini a chi lo vive ogni giorno online.

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