Prima dell’arrivo di internet e della televisione “on demand”, conoscere i palinsesti dei canali TV era una questione quasi rituale. Bastava sfogliare un quotidiano o una rivista specializzata per sapere a che ora sarebbe andato in onda il proprio programma preferito. Le guide TV cartacee erano veri e propri strumenti di orientamento per milioni di famiglie: elenchi ordinati per fascia oraria, canale e giorno, spesso con anticipazioni, trame e consigli degli esperti.
Nell’Italia analogica degli anni ‘70, ‘80 e ‘90, la guida TV non era solo uno strumento: era un media nel media, un ecosistema parallelo fatto di rubriche, copertine patinate con le star del piccolo schermo, giochi, e sondaggi. L’arrivo della guida tv nella cassetta delle lettere o in edicola segnava l’inizio della settimana televisiva.
Il regno dei grandi canali: Rai, Mediaset e i primi privati
Per decenni, la guida TV si è basata su un sistema semplice: pochi canali, orari fissi, programmazione generalista. La Rai e le reti Mediaset (all’epoca Fininvest) dominavano il panorama, con l’aggiunta di emittenti locali e qualche esperimento privato (come le prime trasmissioni di Telemontecarlo o Rete A). Ogni programma aveva una collocazione chiara e ricorrente, spesso intoccabile.
In questo contesto, la guida TV svolgeva un ruolo rassicurante: tutto era prevedibile, e gli spettatori si adeguavano alla programmazione. La fruizione era verticale e unidirezionale. I telespettatori aspettavano i programmi.
La rivoluzione del satellite: decoder e nuovi orizzonti
Negli anni ‘90, con l’avvento di Tele+ prima e Sky Italia poi, la televisione italiana ha subito una vera rivoluzione. La nascita della TV a pagamento ha moltiplicato le opzioni disponibili, con canali tematici dedicati a cinema, sport, documentari e contenuti per bambini. Improvvisamente, la guida TV ha dovuto fare i conti con una mole di dati in crescita esponenziale: non più 6-7 canali, ma decine (e poi centinaia) di contenuti da indicizzare.
Nascono così le prime guide digitali integrative, accessibili via decoder o tramite riviste specializzate come SkyLife, con tanto di interfacce grafiche da navigare con il telecomando. Il telespettatore, da passivo, diventa più attivo: può scegliere, cambiare, registrare, mettere in pausa. La guida TV inizia a trasformarsi in un sistema interattivo.
Digitale terrestre: il caos dell’abbondanza
L’arrivo del digitale terrestre (DTT), tra il 2004 e il 2012, ha amplificato ulteriormente questo fenomeno. Canali come ad esempio Real Time, Giallo, Tv8, Nove, Cielo, La7d, Rai Movie, Mediaset Extra, hanno iniziato a popolare il telecomando degli italiani. Le emittenti locali si sono moltiplicate e anche le minoranze linguistiche hanno ottenuto spazi dedicati.
Il paradosso? Mai come allora è diventato difficile sapere cosa c’era in onda. I quotidiani cartacei non riuscivano più a elencare tutto, e le riviste settimanali faticavano a tenere il passo con gli aggiornamenti. È in questa fase che la guida TV muta pelle e si sposta sul web.
Il web come bussola televisiva
Tra il 2005 e il 2015, alcuni siti di televisione e le sezioni dedicate dei grandi portali (La Repubblica, Corriere.it, Sky.it) diventano i punti di riferimento per chi vuole sapere “che cosa c’è stasera”. Le interfacce digitali consentono di filtrare per orario, genere, canale, e persino attori o registi.
Nel frattempo, Google introduce le schede dei programmi TV direttamente nei risultati di ricerca, e i motori vocali iniziano a rispondere a domande come “Cosa c’è su Rai 1 alle 21?”. Le app mobile delle emittenti e le smart TV portano la guida direttamente sullo schermo, in tempo reale.
L’era dello streaming: addio al palinsesto, benvenuto catalogo
Con l’arrivo di Netflix (2015 in Italia), Prime Video, Disney+, Apple TV+ e successivamente Paramount+, NOW, Infinity, Discovery+, Dazn, MUBI e altri, il concetto stesso di guida TV entra in crisi. Le piattaforme streaming non hanno un palinsesto fisso: ogni utente può vedere ciò che vuole, quando vuole. La guida diventa consiglio, curation, segnalazione.
Nascono così nuovi strumenti: newsletter, pagine social che indicano “le uscite della settimana”, siti aggregatori, che aiutano l’utente a orientarsi nel mare magnum delle nuove uscite. Le categorie non sono più “prima serata” o “film del pomeriggio”, ma “nuove serie crime”, “novità italiane”, ecc.ecc.
La connected TV e la sfida dei contenuti social
Nel frattempo, le smart TV (o connected TV) sono diventate la norma nelle case italiane e un numero sempre maggiori di italiani guarda contenuti digitali direttamente dal televisore. E questi contenuti non sono solo “serie o film”: YouTube, TikTok, Instagram Video, Twitch, sono ormai parte dell’intrattenimento quotidiano. soprattutto tra i più giovani.
In questo nuovo ecosistema, anche i format nati sui social – come i podcast visuali, i live su Twitch, le reaction o gli show in stile TikTok – diventano programmabili e seguibili come una volta si faceva con i programmi tv.
Dalla guida al feed: un’evoluzione inevitabile
Oggi, la vera guida TV non è più una lista di orari, ma un feed algoritmico. Ogni utente ha una guida personalizzata, modellata da abitudini, like, cronologia e consigli. Eppure, paradossalmente, l’esigenza di orientarsi resta. Con migliaia di contenuti disponibili, la scoperta è il vero problema.
Per questo, strumenti come:
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newsletter settimanali (“Cosa vedere questo weekend?”),
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rubriche editoriali dei giornali (“Top 5 serie da non perdere”),
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bot Telegram o AI assistant personalizzati,
stanno raccogliendo sempre più consensi.
Anche le piattaforme stanno sperimentando: Netflix ha introdotto il tasto “riproduci qualcosa”, Disney+ segnala le “uscite del mese”, TikTok crea compilation dei migliori momenti live.
Conclusione: una guida che non guida più?
No, semplicemente una guida che si è trasformata.
Oggi, “sapere cosa c’è stasera” non basta. Bisogna sapere cosa vale la pena guardare, dove trovarlo, quando esce e se è adatto a me. E questo vale non solo per la TV tradizionale, ma anche per lo streaming e persino per i social video.
La guida TV italiana è passata dall’essere una griglia settimanale sul giornale, a un’app personalizzata sullo smartphone, fino a diventare un flusso continuo di suggerimenti che arrivano da amici, influencer, algoritmi o AI.
In un’epoca dove la scelta è infinita, la vera guida non è quella che mostra tutto, ma quella che ci aiuta a scegliere. Unshow ti aggiornerà su tutto. Intanto qua puoi trovare i programmi in onda della tv lineare.