Curling e Sanremo: il precedente di Giorgio Panariello nel Festival del 2006

Il 2006 fu l’anno dell’esplosione del curling in Italia che venne celebrato anche nel corso del Festival di Sanremo di quell’anno.

Dal 2006, dalle Olimpiadi di quell’anno che anche in quel caso si tennero in Italia, precisamente a Torino, ogni quattro anni nel nostro paese esplode (o riesplode, è più corretto così), la curling-mania.

Anche nel caso dei giochi olimpici invernali di Milano Cortina 2026, l’entusiasmo misto ad effetto curiosità nei confronti di uno sport che, per comodità, viene definito una versione del gioco delle bocce sul ghiaccio, si è scatenato puntualmente grazie anche alla medaglia di bronzo conquistata dal duo Stefania Constantini e Amos Mosaner nel torneo doppio misto.

Su TikTok, ad esempio, circolano centinaia di video nel quale il curling viene simpaticamente parodiato con oggetti di vario tipo, utilizzati al posto della stone (la pietra di granito che viene fatta scivolare dai giocatori) e della classica scopa da curling che viene utilizzata per alterare la velocità e la direzione della stone, spazzolando il ghiaccio.

Anche la personalità di Stefania Constantini ha riscosso un successo simile a quello ottenuto da Claudia Mancinelli, ex allenatrice della ginnasta ritmica Sofia Raffaeli, bronzo olimpico, durante i giochi olimpici di Parigi 2024.

Curling e Sanremo: un binomio non inedito

C’è una fortissima probabilità che le medaglie olimpiche di questi giochi invernali possano ricevere un applauso nel corso del Festival di Sanremo 2026 che avrà inizio esattamente due giorni dopo la fine dei giochi (24 febbraio).

Nel corso dell’edizione 2006 del Festival, le cose andarono esattamente così mentre nelle edizioni 2010, 2014, 2018 e 2022, la kermesse sanremese si tenne in concomitanza con i giochi invernali.

Sanremo 2006 e la nazionale maschile di curling

La partecipazione della nazionale italiana di curling al Festival di Sanremo 2006 rappresentò uno dei momenti più curiosi di quell’edizione. L’ospitata della nazionale nacque proprio della precitata febbre da curling scoppiata durante le olimpiadi invernali di Torino 2006.

Nel corso della prima serata di quel Festival, condotto da Giorgio Panariello con la partecipazione di Ilary Blasi e Victoria Cabello (che non si rivelò molto fortunato per quanto riguardò gli ascolti), sul palco del Teatro Ariston salì la nazionale maschile azzurra di curling formata da Joël Retornaz, Fabio Alverà, Marco Mariani, Gianpaolo Zandegiacomo e Antonio Menardi (che si classificò settima a Torino 2006).

La loro ospitata non si rivelò una semplice intervista. Panariello, infatti, sfruttò la popolarità improvvisa degli atleti per un momento comico: i giocatori di curling, infatti, dopo aver spiegato le regole dello sport, sfidarono il conduttore e le co-conduttrici in una sorta di curling da palco, utilizzando scope d’ordinanza e simulando il movimento tipico del lancio della pietra.

L’invito di questa nazionale a Sanremo sancì il successo di immagine ottenuto dai giocatori azzurri, che nonostante, come scritto in precedenza, non avessero vinto medaglie olimpiche, conquistarono il pubblico italiano per l’approccio genuino e la novità della disciplina.

Per la cronaca, infatti, quelli di Torino 2006 furono i primi giochi olimpici ai quali la nazionale azzurra di curling prese parte. Il curling divenne una disciplina dei giochi invernali a tutti gli effetti solamente nel 1998 in occasione delle Olimpiadi di Nagano, in Giappone. Il torneo doppio misto, inoltre, entrò nel programma solamente nel 2018, alle olimpiadi di Pyeongchang, in Corea del Sud, mentre un primissimo torneo maschile si svolse nel lontanissimo 1924 nei giochi olimpici invernali di Chamonix-Mont-Blanc, in Francia.

I quotidiani, sportivi e non, dopo la partecipazione della squadra a Sanremo, dedicarono spazio all’evento, sottolineando soprattutto come Joël Retornaz fosse diventato una sorta di sex symbol e un volto televisivo molto ricercato subito dopo la fine dei giochi di Torino.

In diverse interviste rilasciate negli anni, lo stesso Retornaz ha ricordato con divertimento il passaggio a Sanremo come il punto massimo della popolarità mediatica vissuta in quel periodo.

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