

Ore e ore di serie tv censurate in Russia, per diversi motivi: ecco alcuni casi di episodi tagliati. E lo spettatore perde passaggi importanti della narrazione e della trama…
Non sorprende leggere di censure in Russia. Vladimir V. Putin ha ridotto la libertà di espressione che aveva brevemente prosperato dopo il crollo dell’Unione Sovietica e ha creato un sistema di controllo culturale assoluto. E un interessante articolo del New York Times analizza e porta alla luce alcuni esempi di come la forbice della censura abbia colpito anche diverse serie tv ben note in tutto il mondo.
Da quando la Russia ha invaso l’Ucraina all’inizio del 2022, i russi hanno cercato una tregua mentale e le piattaforme di streaming di film e TV del paese hanno registrato un boom con milioni di abbonati in più e le vendite dal 2022 triplicate. C’è solo un “piccolo” problema: quello che vedono nel Paese è censurato, passato sotto un controllo attentissimo, per evitare che ci possa essere solo anche un minimo passaggio non gradito dal governo di Putin. Vi riportiamo un dato: ad agosto di quest’anno, sono stati fatti sparire ben 64 ore di contenuti da 152 serie occidentali. I dati sono emersi dopo un’analisi in corso condotta dall’agenzia di stampa russa indipendente Mediazona. Tra i casi più clamorosi, ovviamente niente intimità tra uomini, vietato parlare di aborto, non ci sono loghi di aziende vietate né si possono sentire battute su Putin.
Inoltre, non esiste una vera e propria guida su cosa deve essere eliminato dalla serie tv importate. Il governo russo non ha condiviso linee guida esplicite sui contenuti adatti. Ma non è qualcosa di positivo poiché gli operatori dei media si ritrovano a dover indovinare cosa potrebbe piacere o irritare il Cremlino. Meglio togliere dialoghi o scene sulle quali si nutrono dubbi piuttosto che rischiare e provocare una reazione che prevede multe, ostracismo e persino la prigione.
Per analizzare la censura, Mediazona usa un algoritmo software per confrontare i programmi originali con le versioni disponibili su un servizio di streaming russo chiamato Amediateka che, a sua volta, rende disponibili le versioni doppiate (e censurate) dei vari programmi di intrattenimento occidentale. I 114 programmi di HBO e HBO Max disponibili su Amediateka all’inizio di quest’anno, ad esempio, hanno perso oltre 36 ore proprio per colpa della censura attuata. Ecco qualche esempio:
Serie tv censurate in Russia: ecco alcuni esempi
Nella serie comica della CBS “Ghosts“, ad esempio, i riferimenti alle nozze tra due personaggi gay vengono indicati come “alleanza di amicizia”. L’episodio sulla loro cerimonia, invece, è stata completamente eliminata, provocando anche un buco nella trama.
- In un episodio della serie della HBO, “Axios“, la censura ha eliminato la cerimonia di giuramento di Pete Buttigieg come segretario ai trasporti. Il motivo? Era insieme suo marito, Chasten Glezman, in piedi accanto a lui.
- Nel secondo episodio della prima stagione di “The White Lotus“, Olivia, in vacanza con la sua ricca famiglia, fa un accenno fugace a Vladimir Putin durante una cena. La sua ironica osservazione sul prezzo morale del potere non ha divertito la censura che ha immediatamente eliminato quella parte.
- Lori Grimes, in “The Walking Dead” si chiede se portare in grembo un bambino in un mondo infestato dagli zombie o interrompere la gravidanza. La censura ha preso la decisione per lei: tagliate le confezioni di pillole anticoncezionali d’emergenza.
- “Game of Thrones” si è visto eliminare la rappresentazione dell’amore carnale tra i fratelli Cersei e Jaime Lannister, al centro della trama . I tagli sono andati oltre le scene di sess0, anche la discussione di Cersei sui suoi “peccati” è stata rimossa.
- In “And Just Like That“, Che Diaz, un personaggio non binario, discute dell’uso dei pronomi “loro” con un collega. I censori hanno tagliato i riferimenti ai pronomi, rendendo la scena senza senso e hanno ritagliato una bandiera dell’orgoglio pride.
L’attrice Sara Ramirez, una volta saputo quanto accaduto, ha commentato così al New York Times:
“È deludente, ma non sorprendente, dato il contesto e il clima politico globale in cui ci troviamo. Le persone queer e trans continueranno a esistere nella loro piena umanità, indipendentemente da come il complesso industriale dell’intrattenimento ci coopti, monetizzi e ci presenti”.
Mika Golubovsky, giornalista di Mediazona, ha spiegato come sia sufficiente una rapida occhiata ai simboli associati alle persone LGBT o un arcobaleno sullo sfondo o semplicemente una combinazione di colori che ne ricorda uni. Questo è sufficiente a tagliare l’intera scena. E ha evidenziato come certe scene tagliate tolgano il senso stesso della trama e della serie tv trasmessa:
“È davvero difficile immaginare come uno spettatore russo possa seguire storie massacrate in questo modo. Le narrazioni semplicemente non hanno alcun senso”
A partire dall’inizio della guerra, il governo russo ha aumentato gli attacchi legali contro le persone LGBTQ+, definendo il movimento per i diritti gay un'”organizzazione estremista”. Inoltre ha inflitto pene ancora più severe per chi si azzardasse a fare una sola critica alla guerra in Ucraina. Centinaia di persone sono state incarcerate per tradimento o per “screditare l’esercito russo”, alcune semplicemente per aver messo un “Mi piace” a un post sui social media relativi alla guerra.