Taratata e gli altri programmi Mediaset “anti-Sanremo” dal 1993 a oggi

Quali sono le trasmissioni Fininvest/Mediaset che hanno provato a “copiare” il Festival di Sanremo? Pippo Baudo, Mike Bongiorno, Paolo Bonolis e Gigi D’Alessio sono chiamati in causa…

Il Festival di Sanremo su Canale 5? Non è mai accaduto ma nel corso degli anni Fininvest/Mediaset ha provato a creare eventi musicali o competizioni canore che ricreassero l’atmosfera del teatro Ariston. Senza ad oggi riuscirci soprattutto dal punto di vista degli ascolti.

Festival italiano con Mike Bongiorno nel 1993-1994 su Canale 5: polemica con Pippo Baudo per le similitudini con il Festival di Sanremo

Il 9 ottobre 1993 si legge su La Stampa: “Berlusconi & Canzoni, anno Zero. E sarà quasi un numero zero, cioè una prova, il Festival italiano di Canale 5 che già molti chiamano controfestival di Sanremo ma che è invece una gara di canzoni già uscite in disco o in procinto di uscire, con un solo vincitore: in onda dal Forum di Assago in prima serata, presentato da Mike Bongiorno che ne ha avuto l’idea, farà sfilare sei cantanti e due ospiti nelle prime due sere, e l’ultima i diciotto concorrenti più superospiti”.

Pippo Baudo, direttore artistico del “vero” Festival, comprensibilmente, non la prende bene e sui giornali commenta: “Tutte queste manifestazioni servono solo ad allungare il brodo e a far perdere interesse al pubblico. È inutile nascondere che il Festival italiano di Canale 5 ci porterà a pedalare tutti quanti in salita. Mi hanno chiamato molti cantanti per sapere se la partecipazione al Festival italiano di Bongiorno precluderà un eventuale ingresso a Sanremo. Ho risposto a tutti di no, ci mancherebbe: noi speriamo di fare una clamorosa commissione d’ascolto, con nomi di grande prestigio, che selezioni un repertorio di qualità”.

A Canale 5 la commissione non c’è, l’altra unica differenza sostanziale rispetto ai Sanremo di sempre è che le canzoni in gara sono tutte edite: già uscite su disco o comunque in procinto di uscire. Ci sono, invece, le giurie demoscopiche alla sanremese (qui Abacus), c’è il vincitore unico l’ultima sera e tutti gli altri a pari merito come nei Festival targati Aragozzini, dal quale è anche presa in prestito l’idea di un’orchestra dal vivo di 35 elementi. E in più sono previsti gli interventi comici.

“Perché scandalizzarsi del Festival italiano? Quando Canale 5 ha deciso di fare il Tg alle 8 di sera, mica era una sfida alla Rai, era un appuntamento istituzionale. Lo fanno in tutto il mondo, a quell’ora, e l’abbiamo fatto anche noi”, taglia corto Fatma Ruffini, capostruttura della Fininvest.

E Mike tiene il punto: “Io l’ho sempre detto a Berlusconi, che avremmo dovuto farlo. In autunno mancavano manifestazioni che lanciassero le canzoni di Natale. I discografici dicevano: Milano è la capitale della discografia, gli editori sono tutti quanti in Galleria. Perché Milano non ha, come Hollywood, uno spettacolo tutto suo? Sanremo non c’entra niente. E quello che stiamo facendo ora è il numero zero di un festival che potrebbe anche diventare una cosa importante nel ’94, collocato a settembre e con canzoni inedite”.

Intanto si parte con la prima edizione. La “valletta” è Paola Barale (come a La ruota della fortuna), il comico è Gene Gnocchi mentre il cast è composto da Pierangelo Bertoli, i Tazenda, Rossana Casale, i Matia Bazar, gli 883 e Fiorello, Mietta, gli Stadio, Nek, Massimo Bizzarri con Riccardo Cocciante, Alessandro Canino, Antonio Decimo con Amedeo Minghi, i Vernice, Gerardina Trovato, Drupi, Irene Fargo, Al Bano e Romina. Come ospiti spazio a Paul Young, Lisa Stansfield e Céline Dion. Vince ovviamente l’amata coppia 883 e Fiorello con Come mai. La puntata più vista ottiene 5.654.000 spettatori, con uno share del 21,32 per cento.

L’anno dopo alla vigilia della seconda edizione Mike tuona contro Pippo: “Non sono una persona che ama polemizzare, però queste cose non si fanno. Baudo, quando ha saputo della realizzazione del mio Festival su Canale 5, ha contattato alcuni dei cantanti che volevo coinvolgere, diffidandoli dal partecipare al programma. Non solo, ha detto loro che se partecipavano al Festival italiano potevano scordarsi di pensare a Sanremo. Non contento, Baudo ha telefonato anche all’attuale presidente della Fininvest, Fedele Confalonieri, pregandolo di far cancellare dal palinsesto Festival italiano. Ovviamente la risposta è stata negativa. Non voglio giudicare l’operato di una persona che ritengo matura ed in grado di ragionare. Lascio giudicare a voi, traete le conclusioni e ditemi se questo è il modo di comportarsi”.

La replica non si fa attendere: “È un pretesto per pubblicizzare il suo festival facendo il mio nome. E questo non mi va. Certo che ne ho parlato con Confalonieri, che conosco da 40 anni, ma per difendere il Festival di Sanremo che ha la sua tradizione. Se avessero pensato ad un festival più originale e non avessero copiato il Sanremo, il mio intervento non ci sarebbe stato sicuramente. Comunque mi duole che un personaggio carismatico come Bongiorno sbandieri a destra e a manca la mia legittima e amichevole richiesta a Confalonieri che mi ha detto: ‘Un programma originale noi non lo sappiamo fare, sappiamo solo copiare’”.

A differenza della prima edizione gli artisti portano in gara brani inediti e sono suddivisi nelle sezioni “Big” e “Giovani” (vi ricorda qualcosa?). I Big accedono direttamente alla finale, mentre della categoria Giovani passano solo i più votati i quali durante la terza serata concorrono insieme ai Big per la vittoria. In questo caso Mike coinvolge come valletta Antonella Elia. Tra i concorrenti, Mia Martini (che a La Stampa non le manda a dire: “Baudo ha redatto un regolamento sanremese davvero guitto, insensibile, fascista. Chi partecipa a manifestazioni diverse dal Festival ma analoghe nella struttura, non si può nemmeno permettere di chiedere la partecipazione a Sanremo. Ma dico, siamo impazziti? Queste cose mi fanno sentire la puzza di mafia e voglio ripeterlo: sono contenta di essere venuta al Festival italiano della Fininvest”), Gianni Bella, Jo Squillo, Mietta, Bungaro, Cristiano De Andrè, Daniele Fossati, Dionira, Enrico Boccadoro, Fausto Leali, Franco Fasano, Jo Luca Madonia, Mariella Nava, Nek, Riccardo Fogli, Silvia Cecchetti, Alberto Castagna e Marco Columbro, Sal Da Vinci che vince con il brano Vera. E c’è di più, perché tra gli ospiti Mike porta nomi quali Naomi Campbell, Gianni Morandi e i Pooh.

Ma gli ascolti, già non esaltanti alla prima edizione, crollano alla seconda (la finale ottiene appena 3 milioni e 400mila spettatori). E Giorgio Gori, direttore di rete, recita l’“epitaffio” sul format: “A causa dell’effetto Sanremo sul mondo della discografia non riusciva ad avere un cast all’altezza del marchio Canale 5”.

La festa del disco nel 1997-1998 e La canzone del secolo nel 1999 con Pippo Baudo su Canale 5: gli anti-Sanremo rigettati dalla critica e dal pubblico

Canale 5 manda in onda a dicembre 1997 un programma, intitolato La festa del disco. Quattro puntate incentrate su una gara canora: in competizione grandi nomi della musica leggera italiana, playback proibito, canzoni assolutamente inedite, previste tre serate di qualificazione e la finale, insomma come Sanremo ma contro.

Dodici i prescelti: Samuele Bersani, Carmen Consoli, Elisa, gli 883, i Pooh, Ron, Enrico Ruggeri, Antonella Ruggiero ex Matia Bazar, Federico Salvatore, Umberto Tozzi, Ornella Vanoni, Michele Zarrillo. “Non è Sanremo – chiarisce subito Baudo – E non lo è primo perché non si tratta di canzoni nuove, secondo perché non c’è gara tra cantanti, terzo perché è un varietà televisivo”.

Un anno dopo il conduttore difende la sua Festa del disco, che, dice, “nella prima edizione dello scorso anno ha fatto vendere un milione di dischi”. E non vuole che si parli di questo programma come di un “anti-Sanremo”: “Noi promuoviamo l’intero disco, non singoli brani. Ogni artista può esprimersi per 12 minuti”.

Le serate sono trasmesse da Montecatini, la prima in differita, le altre in diretta. 12 i big presenti: Biagio Antonacci, Niccolò Fabi, Gianluca Grignani, Marco Masini, Amedeo Minghi, Gianna Nannini, Nek, 883, Gino Paoli, Marina Rei, Enrico Ruggeri e Spagna. I giovani, sei, propongono un brano singolo: sono Gigi D’Alessio, Nello Daniele, Giovanni Danieli, David, Delta V e Soerba.

Gli ascolti non superano i 5 milioni di telespettatori.

Il 29 gennaio 1999, alla vigilia del nuovo show di Canale 5 La canzone del secolo, si legge su La Stampa: “Non sarà l’anti-Sanremo, giura Pippo Baudo mettendo le mani avanti. Però convince poco. Perché queste dieci puntate più finalissima vengono a capitare proprio nel fatidico mese di febbraio da sempre occupato dal Festival. Perché la lussuosa scenografia argento e nero inventata da Gaetano Castelli nello studio 10 di Cinecittà finisce per far venire in mente il famoso teatro Ariston. Perché, ad accompagnare Pippo in questa maratona attraverso le cento più belle canzoni italiane del Novecento, sono state chiamate Valeria Marini e Alba Parietti, due che a Sanremo ci sono state per davvero. Ma è soprattutto lo sfarzo con cui è stato preparato il rientro di Baudo su Canale 5, in prima serata, a far pensare che questo varietà sia un anti-Sanremo: cinquanta cantanti esordienti e dieci cantanti famosi a serata; una megaorchestra che suona dal vivo; un gruppo di ballerine molto velate; più Pippo Franco, Martufello e Alex Violini, tre comici del gruppo di Ninni Pingitore, chiamato a firmare lo spettacolo”.

Tra gli artisti che partecipano alla trasmissione Maurizio Vandelli, Leda Battisti, Riccardo Fogli, Enrico Ruggeri, Silvia Salemi, Marco Del Freo, Edoardo Vianello, Paolo Vallesi, Paola & Chiara, Ivana Spagna, gli Stadio, i Dirotta su Cuba, Drupi, Grazia Di Michele, Fred Bongusto, Fiordaliso, Bruno Lauzi, Nek, Mario Merola, Gigi D’Alessio, Syria, Alex Baroni, Francesco Baccini, Neri per Caso, Marco Masini e Rita Forte. Le canzoni preferite vengono elette dal pubblico a casa tramite il meccanismo del televoto.

La prima puntata è vista da 5 milioni e 228mila telespettatori, oltre due milioni di persone in più (7 milioni e 436mila per l’esattezza) su Rai1 per Fabrizio Frizzi e Romina Power conduttori di Per tutta la vita. La seconda puntata scende a 4 milioni di telespettatori, calo ulteriormente alla terza, che si attesta a 3 milioni e mezzo. Risultato? Lo show viene più volte spostato nel palinsesto, venendo rimosso dalla serata del sabato e andando in seguito ad occupare le prime serate della domenica e infine del venerdì per chiudere mestamente di pomeriggio. Una delle cause dell’insuccesso, secondo Baudo, è l’impossibilità di intervenire sulla scrittura del programma per modellarlo a suo favore.

Music nel 2017 e Taratata nel 2026 con Paolo Bonolis su Canale 5: cast sanremese ma ascolti non esaltanti

Nel 2017 Paolo Bonolis propone due edizioni di Music in prima serata su Canale 5, la prima di due puntate e la seconda di tre. Il programma nasce da una domanda: “I grandi artisti che hanno cantato le canzoni della nostra vita ce l’hanno a loro volta una canzone della vita?”. “Sono moltissimi i personaggi che verranno a raccontarsi attraverso la musica. Ognuno viene a celebrare non se stesso ma chi gli ha permesso di diventare l’artista che è oggi. E lo fa con l’interpretazione di un brano che ha segnato la sua vita – racconta alla vigilia il conduttore a Tv Sorrisi e Canzoni – È una trasmissione senza gara. Non vince nessuno, non ci sono premi, non c’è una giuria, non c’è una partecipazione a Sanremo, non c’è un contratto con una casa discografica… C’è semplicemente il piacere della musica, che pensiamo sia ancor più bella quando la puoi raccontare”. Gli ospiti della prima stagione (media-Auditel 4.315.000 e 19,54%) sono John Travolta, Simon Le Bon, Tony Hadley, Anastacia, Nek, Francesco Renga, i The Kolors, Gianna Nannini, Loredana Berté, Morgan, Antonello Venditti e della seconda (media 2.933.000 e 14,06%) Vittorio Grigolo, Gianni Morandi, Luca Zingaretti, Luis Fonsi, Marylin Manson, Levante, Riccardo Cocciante, Checco Zalone, Mickey Rourke, Francesco Gabbani, Patty Pravo, Gigi D’Alessio, Claudio Santamaria, David Garret, Edoardo Bennato, Al Bano e Yari Carrisi, Riki, The Kolors, Massimo Ranieri, John McEnroe, Luca Carboni, Nicola Cavallaro, Marco Masini e Francesca Michielin.

A distanza di 9 anni Bonolis ci “riprova” con Taratata, un format francese precedentemente proposto su Rai1. “È una grande festa che si terrà alla ChorusLife Arena di Bergamo, un nuovo palazzetto – dice prima della messa in onda a Sorrisi – La considero un’occasione per giocare con la musica. Ed è bello godersi la musica dal vivo al di fuori di un contesto competitivo come sono le gare. Avremo due band, un palco e tanti amici che hanno risposto con gioia al nostro appello”. Il cast è di primo livello: Alessandra Amoroso, Annalisa, Biagio Antonacci, Luca Carboni, Gigi D’Alessio, Elisa, Emma, Giorgia, Ligabue, Fiorella Mannoia, Negramaro, Max Pezzali. Ma gli ascolti non sono esaltanti: nella prima puntata 2.333.000 (18,1%) e nella seconda 2.193.000 (18,8%).

Aldo Grasso chiosa sul Corriere della Sera: “Bonolis non si limita a presentare i cantanti, ma vuole inquadrare le canzoni in una ‘narrazione’: come nascono, che peso hanno le periferie, che ruolo gioca la provincia, ecc. Dice di voler inserire ogni canzone in un ‘binario di racconto’ (ma un racconto che corre sui binari non rischia la prevedibilità, privo com’è di scarti?). Ho l’impressione che questa ricerca dei ‘luoghi dove nasce la canzone’ sia un momento più funzionale al narcisismo del conduttore (ama ascoltarsi) che alla fluidità dello show. Il fatto è che Sanremo non potrà permettersi un simile cast, anche perché – ammettiamolo – se ascoltiamo una canzone che già conosciamo siamo più portati a partecipare, a canticchiare, senza la preoccupazione della gara, dei voti della sala stampa o di quelli da casa. Ogni cantante viene invitato a eseguire la canzone del cuore, a duettare, a dare vita a una sorta di straripamento della canzone”.

Festival di Napoli con Gigi D’Alessio prossimamente su Canale 5: le similitudini con il Festival di Sanremo e i precedenti su Rete 4

Il Festival di Napoli in futuro di nuovo in tv? “Ci sto lavorando, Canale 5 è entusiasta dell’idea, ma serve tempo, professionalità. Se lo faremo, e lo dobbiamo fare, deve essere una cosa all’altezza della canzone napoletana, quella classica e quella di oggi, che ha nuovamente imposto la sua lingua. Non si può giocare al ribasso, fare solo una cosetta di due giorni, o un revival”, dichiara il 17 dicembre 2025 a Il Mattino Gigi D’Alessio. Si pensa, dunque, al modello Sanremo: “Sì, cinque serate, big e giovani, e nella manche delle cover l’omaggio ai classici partenopei antichi e recenti”.

L’ultimo precedente in onda risale al periodo 1998-2004 quando la manifestazione viene trasmessa su Rete 4. La prima edizione è affidata a Barbara d’Urso e ottiene 1.569.000 spettatori. L’anno dopo viene chiamato Mike Bongiorno che alla vigilia annuncia: “Sono carico e felice perché ancora una volta c’è la possibilità di far vivere la canzone napoletana con personaggi come Mario Merola, Federico Salvatore, Gigi D’Alessio, Angelo Branduardi, Enzo Gragnagniello, Nilla Pizzi, Aurelio Fierro e altri grandi interpreti. Tra l’altro per la prima volta Raul Casadei parteciperà a una manifestazione interpretando a suo modo canzoni napoletane. Accanto a me ci saranno Lello Arena e la mia Miriana Trevisan”. Poi si va avanti fino al 2004 con ascolti appena sufficienti. In attesa del ritorno (?) con Gigi.

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