Affari Tuoi “copia” Striscia la Notizia? Lo show prevale sul gioco, ma come mai?

Dalla conduzione a due al cane mascotte, fino alla parentesi coreografica: il game show di Rai 1 assorbe e rielabora il linguaggio del suo storico ex competitor

Quanto ti piace Affari Tuoi? Dai il tuo voto!

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Quando un programma tv cambia conduzione, i cambiamenti diventano inevitabili. È sempre necessario che il nuovo padrone o padrona di casa porti delle modifiche affinché senta più suo il format, e anche per subire di meno il confronto diretto con il suo predecessore. Quando Stefano De Martino, nel settembre 2024, prese le redini di Affari Tuoi da Amadeus (nel frattempo sbarcato al Nove), sembrava dovesse rimane tutto com’era fino a pochi mesi prima. Sembrava, appunto.

Perché lo sappiamo bene, che se vogliamo che tutto rimanga com’è, tutto deve cambiare. Valeva per il Gattopardo, vale anche per il gioco dei pacchi. In due stagioni Affari Tuoi ha lentamente ma inesorabilmente cambiato pelle, passando dal game show puro ad un misto di comedy show, people show e varietà. Gli elementi aggiunto da De Martino e dai suoi autori sono stati aggiunti di mese in mese, permettendo al giovane presentatore di indossare un vestito più nelle sue corde.

Ma a ben vedere queste trasformazioni, balza all’occhio un aspetto non di poco conto: nella sua evoluzione demartiniana, Affari Tuoi si è avvicinato più che mai a quello che per anni è stato il suo competitor, assumendone parte dei connotati soprattutto dopo la sua uscita di scena dall’access prime time.

L’assorbimento del linguaggio di Striscia la Notizia

Affari Tuoi si è arricchito di alcuni elementi che per anni sono stati (e lo sono ancora oggi, con lo sbarco in prima serata) caratterizzanti di Striscia la Notizia. Non un plagio o un tentativo di diventarne un surrogato: Affari Tuoi sta (consapevolmente o meno non tocca a noi stabilirlo) assorbendo un linguaggio televisivo che per anni ha funzionato nell’access prime time e lo sta rielaborando in una forma più fluida e contemporanea. Coralità, relazione, clima da “famiglia televisiva” contano ormai quanto, se non più, del gioco in sé.

Musica e balli in “famiglia”

La prima trasformazione, avvenuta nella stagione 2024-2025, riguarda l’elemento più tipico del varietà classico, ovvero il maggiore utilizzo della musica. Già Amadeus aveva creato una sorta di colonna sonora del gioco, punteggiando il percorso del concorrente di turno con i brani più suonati dalle radio del momento (che, non a caso, erano in gran parte dei casi quelli presentati nei suoi Festival di Sanremo).

De Martino ha mantenuto questa pratica, ma ha fatto di più. Se Amadeus ha sfruttato le sue conoscenze musicali da ex deejay, De Martino ha portato nel programma il suo passato da ballerino, introducendo degli stacchetti da realizzare con tutti i pacchisti.

Piccoli passi, semplici da imparare e perfetti per essere replicati dal pubblico a casa sui social. E così, la gioia di aver trovato il pacco da 0 euro diventa una coreografia, che allontana tutti dalla loro postazione e spessa la liturgia del programma. Proprio come a Striscia fanno da sempre le Veline, perfetto anello di congiunzione tra l’informazione, la satira e il varietà all’interno del programma.

Le frasi tormentone

Striscia negli anni ci ha regalato espressioni diventate così virali, diremmo oggi, da entrare nel linguaggio comune. Da “micio micio bau bau” a “si è attapirato” e così via. Affari Tuoi, va detto, non ha la stessa potenza, ma con De Martino stiamo assistendo ad alcune formule linguistiche che, puntata dopo puntata, sono diventate parte del rito del gioco.

Dall’iniziale “Da questo momento sono Affari Tuoi” a “Soldi sicuri” (già di amadeusiana memoria), passando per gli “zeeeero” pronunciati durante la scrittura sugli assegni delle prime offerte fino a quel “ve lo dico tra una manciata di secondi” che anticipa la parte finale della puntata, a cui si è aggiunto, quest’anno, “dal Teatro delle Vittorie, la casa di Pippo Baudo”, in omaggio a uno dei Padri Fondatori della tv italiana. Tutte formule che ripetendosi scandiscono un ritmo e aiutano il pubblico a entrare nel gioco più facilmente, individuando il percorso della puntata anche sintonizzandosi dopo il suo inizio.

Il cane

A metà stagione 2024-2025 nello studio di Affari Tuoi ha fatto la sua comparsa un cane: Gennarino, “interpretato” da Seven, un Jack Russell Terrier di dieci anni addestrato da Massimo Perla, “inserito” tra i pacchi blu che il concorrente deve trovare e che, da questa stagione, diventa esso stesso un premio se individuato nelle prime sei chiamate.

La sua presenza dura pochi secondi: qualche scondinzolata, la salita sul tavolo di gioco, un croccantino, qualche carezza e via. Una mascotte che rende il programma più familiare e avvicina i più piccoli al gioco. La scelta di avere un amico a quattro zampe in studio è stata, fino alla stagione scorsa, un classico di Striscia la Notizia, che di anno in anno ha scelto uno o più cuccioli per “disturbare” la conduzione in studio e interagire con il pubblico, a cui si chiedeva tramite sondaggio di dare un nome all’animale.

La spalla: Herbert

La svolta, però, avviene nella stagione 2025-2026, quando nel cast del programma (che includeva già Thanat Pagliani e Pierluigi Lupo) debutta Herbert Ballerina. Una figura non inedita per il pubblico tv ma che per la prima volta trova uno spazio fisso. De Martino e Ballerina hanno portato ad Affari Tuoi la loro amicizia, nata a Bar Stella, inscenando gag e situazioni che alleggeriscono il gioco e a volte lo mettono in secondo piano.

Non possiamo parlare di doppia conduzione, ma sicuramente Affari Tuoi non è più un viaggio solitario del conduttore. L’introduzione di Herbert rappresenta una spalla strutturale, chiamata a commentare, interrompere, dialogare, spezzare il flusso del gioco.

In alcuni momenti, la conduzione smette di essere monolitica e diventa esplicitamente a due. Un elemento che Affari Tuoi non aveva mai considerato necessario, ma che per anni è stato la colonna portante di Striscia la Notizia: la doppia conduzione che consente il controcampo ironico e la battuta che nasce fuori copione.

La ballerina Martina

L’ultima novità (per ora) di Affari Tuoi è di inizio 2026: giocando sull’assenza per qualche giorno di Herbert Ballerina, la produzione introduce una… ballerina, vera. Martina Miliddi, ex Amici, già vista in Viva Rai 2 e in Buen Camino di Checco Zalone, si esibisce in coreografie che nulla aggiungono al gioco ma che arrischiscono il programma di un nuovo elemento, più vicino allo show che al game.

Il pensiero non può non andare alle iconiche Veline, rappresentanti di un vero e proprio messaggio che Antonio Ricci ideò fin dagli esordi di Striscia. Martina non è una velina, il contesto è diverso, ma la funzione narrativa è simile. Rappresenta una parentesi coreografica che interrompe la tensione del gioco e introduce un momento puramente visivo. Anche questo è un territorio che Affari Tuoi aveva sempre evitato, mentre è parte integrante del DNA di Striscia la Notizia fin dalle origini.

Affari Tuoi copia Striscia?

Viene allora da chiedersi se Affari Tuoi stia copiando Striscia: non proprio. Il game show di Rai 1 ha capito che per sopravvivere nella giungla dell’access prime time, estremamente popolata da programmi di varia natura, doveva evolvere e non sedersi sugli allori.

Virare sulla parte show ha consentito a De Martino di mostrare al pubblico le proprie doti di intrattenitore (chissà, magari in vista di qualche altra conduzione da prima serata), ma nel farlo autori e produttori hanno recuperato quanto già ha funzionato in passato sulla concorrenza.

E mentre Striscia la Notizia, nella sua nuova versione in prime time, non rinuncia ai propri rituali, Affari Tuoi ha imparato quello stesso linguaggio televisivo e lo ha applicato a un formato diverso, adattandolo alle proprie necessità. Affari Tuoi non ha copiato Striscia la Notizia, ma ne ha ereditato il mestiere.

Una svolta che è stata ancora più evidente quando Mediaset ha deciso di posizionare nella stessa fascia un altro game show. Per evitare la sovrapposizione di linguaggi, ecco dunque l’evoluzione da game show a show game, con un omaggio implicito a chi, per decenni, ha tenuto compagnia al pubblico dopo il tg.

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