Sapevi che per 30 anni abbiamo visto France 2 gratis in Italia?
france 2 italia

Per oltre trent’anni abbiamo avuto un canale nazionale francese “abusivo” (ma amatissimo) nelle nostre TV? Vi raccontiamo la folle impresa di Mauro Montagni e di come France 2 ha conquistato 400.000 italiani.

Immaginate un’Italia ancora in bianco e nero. È il 1970, l’anno dei Mondiali in Messico, quelli di Italia-Germania 4-3. La Rai trasmette ancora senza colori (lo farà solo dal 1977), ma c’è qualcuno che non ci sta a vedere il prato verde diventare grigio. Quel qualcuno è Mauro Montagni, un imprenditore toscano – scomparso nel 2009 – con una visione decisamente “avanti“.

La scintilla: il colore “rubato” dalla Corsica

Mentre l’Italia aspettava le lungaggini della politica sul sistema a colori (eravamo nel pieno della guerra tra il sistema PAL e quello SECAM), Montagni installa un ripetitore sul Monte Secchieta – in provincia di Arezzo, per capirci. L’obiettivo? Intercettare il segnale di Antenne 2 (la futura France 2) che arrivava dritto dritto da Bastia, in Corsica.

Il risultato fu clamoroso: i toscani potevano vedere i Mondiali a colori! Poco importava se la telecronaca era in francese: bastava abbassare il volume della TV e accendere la radio. Così nacque nata la prima “TV satellitare” prima ancora che esistessero i satelliti per tutti.

Un successo da 400.000 spettatori

Quello che era nato come un esperimento tecnico divenne un fenomeno di costume. Grazie alla nascita dell’Aifratef (l’acronimo di Associazione per l’ascolto della Tv francese), il segnale si espanse in tutta Italia. Si può dire che negli anni ’80 e ’90, France 2 era una presenza fissa nelle case di mezzo paese: dalla Toscana alla Lombardia, passando per l’Emilia e la Liguria.

Ma perché gli italiani guardavano una TV che non capivano (o capivano poco)?

  • Qualità: programmi come Apostrophes di Bernard Pivot o il mitico quiz Pyramid erano avanti anni luce.
  • Cultura e cinema: France 2 trasmetteva film d’autore senza interruzioni pubblicitarie selvagge (al loro posto, in Italia, vedevamo un cartello colorato con scritto “Intervallo”).
  • Allenamento linguistico: Intere generazioni hanno imparato il francese grazie a Motus o ai varietà del pomeriggio.

I dati d’ascolto parlavano chiaro: 400.000 spettatori quotidiani. Un pubblico fedelissimo che considerava quel canale un pezzetto di Europa nel proprio salotto.

Ma c’è di più:

  • Il trucco tecnico: Il sistema francese era il SECAM, mentre i nostri TV stavano diventando PAL. Montagni fu un genio perché riuscì a modificare il segnale alla base (togliendo la “modulazione contraria”) rendendolo visibile su ogni televisore italiano senza bisogno di adattatori costosi.
  • La chicca: Il telefilm Maguy, seguitissimo su France 2, era una sorta di “antenato” delle sit-com moderne e fu poi acquistato anche dalle nostre reti, ma il fascino dell’originale francese per il pubblico dell’Aifratef restò imbattibile.
  • L’eredità: Molti blog di nostalgici ancora oggi ricordano la qualità dei documentari francesi che, negli anni ’80, facevano concorrenza diretta a quelli della Rai.

Il declino e l’arrivo di Canale Italia

Come tutte le belle storie, anche quella della “TV francese in Italia” ha avuto un finale amaro. Con l’esplosione delle TV private negli anni ’80, le frequenze diventarono una giungla. Il segnale di France 2 iniziò a essere disturbato, vittima di interferenze sempre più forti.

Il colpo di grazia arrivò tra il 1999 e il 2004. Il governo francese, tra tagli al budget e nuove tecnologie, decise di smettere di finanziare i ripetitori italiani. Nel 2004, il buio. Le storiche frequenze che per anni avevano ospitato la Grandeur parigina vennero acquistate da Canale Italia.

Cosa resta oggi?

Oggi France 2 è visibile ufficialmente solo in Valle d’Aosta (per accordi storici) o tramite il satellite. Ma per chi è cresciuto tra gli anni ’70 e ’90, quel logo “A2” (Antenne 2) o il numero “2” rosso resta il simbolo di un’epoca in cui la televisione non aveva confini e bastava un ripetitore ben piazzato su una montagna per sentirsi “cittadini del mondo“.

Ultime notizie su TV