

Gli atleti alle Olimpiadi ne sono pazzi: la pasta a cinque cerchi è il formato servito durante le Olimpiadi di Milano-Cortina e sta intasando i social network. Così virale che anche fuori dal Villaggio Olimpico ci si chiede se la si può comprare…
Poveri illusi. Credevamo che l’oggetto più ambito delle Olimpiadi fossero le medaglie, che il momento più atteso fosse la salita sul podio, a coronamento di anni di sforzi, sacrifici e allenamenti. Credevamo che anche queste Olimpiadi Invernali di Milano Cortina 2026 ci raccontassero una narrazione di atleti instancabili, tenaci e sempre concentrati sulla gara. No, non è più così, almeno non lo è in queste Olimpiadi tutte italiane.
All’interno del Villaggio Olimpico c’è una nuova protagonista, che ha scalzato il fascino dell’ambita medaglia ed è diventata l’oggetto del desiderio di chiunque si debba preparare per una qualificazione o una finale. È la pasta olimpica, o pasta a cinque cerchi: servita con condimento di vario tipo e rigorosamente al dente, sta letteralmente conquistando atleti e atlete provenienti da ogni parte del mondo che, sia chiaro, sapevano di trovarsi nel Paese del buon cibo per eccellenza, ma non di avere un taglio di pasta pensato appositamente per loro.
Una pasta instagrammabile
Per celebrare i Giochi Olimpici Invernali Milano-Cortina 2026, il Comitato Olimpico Internazionale ha fatto realizzare un formato di pasta unico: cinque cerchi intrecciati che riproducono il simbolo olimpico. È artigianale, è italiana, è perfetta per coniugare i valori legati allo sport ovvero salute, convivialità e divertimento. Su questa forma poi si è costruita anche una narrazione: una ricetta firmata da uno chef stellati come Carlo Cracco, che per l’occasione ha ideato una pasta alla crudaiola dove il piatto diventa spettacolo visivo oltre che gusto.
Un piatto di pasta mette di buon umore, soprattutto se mangiato in compagnia, anche quando sai che di lì a poco avrai la gara che potrebbe cambiarti la vita. Ecco che, allora, sedersi a tavola e mangiare una pasta che riproduce il simbolo iconico dei Giochi Olimpici diventa qualcosa di più di un semplice pasto, ma un momento ispirazionale e, soprattutto, instagrammabile.
Se fin dal via dei Giochi le nostre pagina social sono state invase da reel di atleti stranieri che raccontano ai propri connazionali com’è mangiare in Italia, tra fette di pizza, piatti di lasagna e tortini al cioccolato che si candidano a surclassare i muffin di Parigi 2024, con l’arrivo nelle mese del Villaggio Olimpico della pasta a cinque cerchi c’è stato un KO tecnico.
Tutti sono rimasti sorpresi e divertiti dal nuovo formato, che non hanno potuto non riprendere a favore di camera prima di farne un sol boccone. D’altra parte, cibo e sport funzionano benissimo sui social, figuriamoci quando diventano un tutt’uno.
Dove comprarla? Spoiler: da nessuna parte
Il vero colpo di scena, per chi vede questi video, è scoprire che questo formato di pasta è letteralmente a edizione limitate. La pasta a cinque cerchi, infatti, è stata realizzata a scopo celebrativo e per essere servita solo ad atleti, stampa e ospiti dei Villaggi Olimpici.
Inutile correre al supermercato e chiedere agli scaffalisti quando sarà disponibile e se possono mettercene da parte una confezione (facciamo due, no meglio tre che così la regalo ai parenti). Questa è la pasta che non puoi avere. E niente accende il desiderio come ciò che vedi, ma non puoi toccare, giusto?
Una pasta che vale di più perché non è in vendita
La sua irraggiungibilità la rende ancora più desiderabile, e fa scattare in noi comuni mortali un po’ di invidia. Perché viviamo in un’era in cui quasi tutto si può comprare. E se il Comitato Olimpico ci ha fornito una serie di gadget da acquistare, quel formato di pasta è stato limitato a un consumo specifico. Il fatto che questa pasta non sia commerciabile la trasforma da semplice formato in oggetto simbolico. E ciò che non puoi avere, lo desideri di più.
Solo noi italiani potevano trasformare un elemento di narrazione culturale sul nostro Paese in simbolo globale e virale. Tanto più quando lo incastri con qualcosa che, come i Giochi Olimpici, è già carico di sogni, simboli e narrazioni iconiche.






