

Sanremo 2026 è stato tacciato di essere piatto, anonimo, senza hype: in realtà nei suoi primi quattro giorni ha offerto spunti polemici di ogni tipo.
Piatto, anonimo, soporifero: il Festival di Sanremo 2026 è stato etichettato così ben prima del suo inizio. Accusato di non avere grandi Big in gara, di essere affidato a un ‘ragioniere’ della scaletta, di essere noioso a prescindere, il Conti bis del Ciclo II sembra offrire più ‘polemiche’ (causate e subite) dei Festival precedenti. Polemiche che potrebbero essere raccolte sotto una sola etichetta: Inopportunità. A vario titolo.
Proviamo a stilare una prima lista, in ordine sparso:
- il bacio di Gaia e Levante nella serata Cover ‘censurato’ dalla regiaù;
- l’intervento di Vincenzo Schettini – testimonial di una campagna contro le dipendenze giovanili della Presidenza del Consiglio dei Ministri – stando a quanto detto da Claudio Fasulo nella conferenza stampa di venerdì 27 – che insegna ai genitori cosa pensano i loro figli e che insegna come fare il docente nel pieno di una ‘storm’ sui suoi metodi didattici;
- Alessandro Gassmann vs l’organizzazione, che avrebbe negato la sua partecipazione promozionale al Festival per la serie “Guerrieri’ in quanto padre di concorrente in gara ma che poi fa entrare Gianni Morandi a duettare col figlio Pietro;
- Grignani, i fiori e la frecciatina a Laura Pausini;
- Lauro che non presenta Fedez;
- il fiore ‘sponsorizzato’ di Dargen;
- il caso Malika Ayane – Estetista Cinica;
- il titolo de “L’Unità” censurato sulla grafica per gli 80 anni della “RepuPPlica”;
- l’attrice e modella russa Irina Shayk co-conduttrice – in quota valletta anni ’90 – nella serata dedicata alla pace;
- la ‘preferenza’ del direttore artistico Carlo Conti verso i cantanti a scapito delle cantanti;
- Conti che presenta Francesca Lollobrigida come “mamma d’oro”;
- la papera dell’AI Tim;
- Tommaso Paradiso in scaletta sempre intorno alle 22;
- la presenza di Morgan (poi saltata) nella serata dei duetti;
- l’invito a Pucci, che ha poi deciso di fare un passo indietro di fronte alla reazione dei social, ma che ha portato con sé l’intervento diretto del Presidente del Senato, della Premier e del Ministro degli Esteri;
- Mogol in elicottero.
E altro verrà: attendiamo la serata finale.
Il bacio di Levante e Gaia mancato dalla regia
La serata delle cover e dei duetti ha offerto decisamente la quota show di cui molti hanno sentito la mancanza nelle prime tre sere e anche qualche brivido. Tra questi, lo stacco della regia di Pagnussat sul bacio a stampo di Levante e Gaia al termine della loro esibizione su “I maschi” di Gianna Nannini, che ha generato subito sui social indignazione e meme.
#Sanremo2026 La ripresa Rai per il bacio tra Levante e Gaia pic.twitter.com/4Nc3B1ffMQ
— Genio78 (@Zziagenio78) February 27, 2026
Tanti, se non tutti, hanno pensato a uno stacco strategico della regia di fronte a un bacio saffico: magari in prova non c’è stato, ma il magnetismo delle due poteva far immaginare che qualcosa sarebbe successo a fine esibizione. Da qui l’idea che lo stacco fosse scelto per evitare il momento, non per chiudere l’esibizione con un totale, dettato (forse) anche del cue pilot ormai ‘impostato’.
Raggiunto dall’Ansa nel corso della serata, Maurizio Pagnussat ha nettamente negato:
“Nessuna censura del bacio tra Levante e Gaia. Mi sarebbe piaciuto riprenderlo se l’avessero fatto un attimo prima ma c’è un rituale per il cambio di palco”.
Diciamo che tentato rientro di corsa sul primo piano lo testimonierebbe.
Sui social Rai, comunque, il bacio c’è, realizzato dalla camera dedicata.

Nella conferenza stampa di sabato 28 febbraio, Claudio Fasulo ha dato una spiegazione, legando il tutto alla presenza di uno storyboard precostituito: spiega che la regia non era presente alle prove del mattino (prova nella quale, stando alla testimonianza di Andrea Laffranchi de Il Corriere della Sera, il bacio c’era), mentre la regia era presente alle prove del pomeriggio, durante le quali il bacio non c’è stato. Da qui la decisione di staccare su un totale. “Quello che è accaduto è dipeso da un momento di regia e non censuriamo nessuno. Lo dimostra anche sui social Rai è apparso il video del bacio tratto dalla camera dedicata. Lo abbiamo messo dopo per due motivi: avevamo già pubblicato il contenuto sul brano in gara, e noi ne mettiamo uno solo, quindi l’abbiamo messo dopo per una questione di correttezza; l’abbiamo messo perché abbiamo visto le polemiche e per dimostrare che non c’è censura” ha precisato Fasulo.
Anche Levante è poi intervenuta sul ‘caso’:
Levante «assolve» la regia: «Pagnussat si è anche scusato, avrebbe voluto riprendere quel bacio tra me e Gaia, le telecamere sono automatizzate. Ma soprattutto quel bacio non dovrebbe creare dibattito» #Sanremo2026 pic.twitter.com/WxSVnE4Yuf
— Bianca Chiriatti 🎙 (@BiancaBerry88) February 28, 2026
Una situazione simile si è creata sul finale di Leo Gassmann e Aiello: un bacio c’è stato, sulla guancia, ma la regia aveva già staccato.
Temevano un nuovo limone e hanno mandato di nuovo la regia verso Genova/Imperia/Savona #Sanremo2026 pic.twitter.com/ezWCrGikTn
— INDIFFERENZA ASTRALE (@trashastrale) February 28, 2026
L’ospitata di Vincenzo Schettini
Vincenzo Schettini, il prof della “Fisica che ci piace”, è salito sul palco dell’Ariston per un intervento educativo, rivolto principalmente ai genitori, sulle dipendenze giovanili. Diciamo che il tempismo non è stato dei migliori, visto che da giorni – ovvero dalla pubblicazione della puntata di BSMT di Gianluca Gazzoli di cui è stato ospite – è al centro di una tempesta: l’idea che la ‘buona scuola’ debba essere online e a pagamento e il racconto – divertito e non inedito – di come abbia spinto i suoi studenti a seguire le live su YT per ottenere punti in più nelle interrogazioni al fine di far crescere il suo canale hanno sollevato ben più di un polverone sui suoi metodi di insegnamento. Ebbene si è trovato sul palco più importante della tv italiana – sia pure in orario tardo, ma ormai prossimo allo svelamento della classifica della serata cover – a raccontare come “noi insegnanti, noi genitori” dobbiamo guardare ai ragazzi, proteggerli dalle dipendenze, siano esse ‘reali’ che ‘digitali’. Un discreto cortocircuito.
Perché, dunque, invitarlo? Una precisazione fatta da Claudio Fasulo nella conferenza stampa del mattino è parsa suggerire che la sua presenza si sia inserita in una più ampia campagna della Presidenza del Consiglio dei Ministri contro le dipendenze: Schettini, del resto, è stato uno dei volti della 7a Conferenza Nazionale contro le Dipendenze che si è tenuta lo scorso novembre.
In ogni caso l’accoglienza dell’Ariston è apparsa piuttosto freddina… Intanto Crozza ha già pronta l’imitazione.
Tranquilli Fratelli, a differenza del prof Schettini, se non guardate questo video i vostri voti rimangono uguali. Però vi interrogo venerdì 6 marzo sul @nove in prima serata. pic.twitter.com/GiFbTwQ9cK
— Fratelli di Crozza (@fratellicrozza) February 28, 2026
Alessandro Gassmann contro il Festival
Quando ha visto Gianni Morandi comparire a sorpresa sul palco dell’Ariston per duettare con il figlio Pietro, Alessandro Gassmann ha preso il cellulare e ha accusato, di fatto, il festival di fare “chi figli e chi figliastri”. Con un post a dir poco avvelenato, ha accusato l’organizzazione di avergli negato la possibilità di salire sul palco dell’Ariston – per la promozione della serie “Guerrieri” – in nome di una ‘regola’ che impedirebbe ai parenti di cantanti in gara di essere ospiti dell’evento.

Il post è però sparito l’indomani mattina.
Nella conferenza stampa del 28 febbraio, Conti ha spiegato che non c’è nulla del regolamento che vieta la presenza di parenti sul palco, ma dice che dipende dal fatto che hanno deciso di non promuovere fiction Rai quest’anno, “ma ho scelto di aumentare gli spot di rete, tanto che quest’anno i break durano 6′”. “Se mi avesse chiamato per essere sul palco col figlio non ci sarebbe stato problema. Lo stesso ‘equivoco’ sulla presenza all’Ariston ha interessato anche Luca Argentero”.
@unshow.it Luca Argentero ospite a Sanremo 2026? Prima sì, oggi no. “Mi hanno telefonato e poi sono spariti tutti…” Il racconto a Splendida cornice da Geppi Cucciari #tv #sanremo2026
Grignani, Pausini e una telefonata che non è arrivata…
C’è anche il numero della Laura Pausini dentro? Così la posso chiamare… 👀🔥#Sanremo2026 #Grignani #Pausini pic.twitter.com/Wi4SYNs532
— La Nona Bolgia (@lanonabolgia) February 28, 2026
Con una querelle in atto tra Gianluca Grignani e Laura Pausini, ha fatto specie vedere in scaletta che sarebbe stata proprio la cantante a presentare il collega. Come saprete, Grignani non ha ‘preso bene’ (understatement dell’anno) la cover de “La mia storia tra le dita” (Mon histoire entre les doigts) e il suo lancio. Ci sarebbero anche vertenze legali in corso, ma il brano è comunque nella tracklist di “Il mio canto 2” della Pausini.
In ogni caso ieri l’incontro è avvenuto: lei lo ha presentato (con un sorriso apparso un pizzico tirato), lui non l’ha guardata e quando Conti è tornato a fine esibizione con i consueti fiori, Grignani non ha mancato di lanciare una frecciatina. Clima molto disteso, davanti e dietro le camere…
Nella conferenza stampa del 28 febbraio, comunque, Laura Pausini ha spiegato che Griganni ha il suo numero, che lei non l’ha mai cambiato e che aspetta. “Sono una cantante, canto canzoni…” la chiosa della Pausini.
Lauro non presenta Fedez

Sempre in ambito presentazioni, aveva dato qualche brivido la lettura della scaletta della seconda serata di Sanremo 2026: prevedeva, infatti, che Achille Lauro lanciasse Fedez & Masini. Qualcuno, però, ricorderà che il gossip nazionale aveva indicato Lauro come presunto interesse/amante dell’allora moglie di Fedez, Chiara Ferragni. Diciamo che poi c’è stato un divorzio, il podcast di Corona e tante altre cose di mezzo, ma quel ‘dissing’ non è facile da dimenticare.
Sanremo e i marchi
L’Unità cancellata dalla grafica (sì, quella di “repupplica”), Dargen D’Amico accusato dal Codacons (!) di aver fatto pubblicità occulta all’Aperol col fiore indossato nella Seconda serata (e poi perché non a Listone Giordano con l’abito della Prima, non capisco), il titolo della canzone di Malika Ayane che diventa un kit contorno occhi sponsorizzato in partnership con la cantante: quando si parla di marchi/brand a Sanremo ormai si trema.
In principio su quell’Instagram usato con leggerezza nell’anno di Chiara Ferragni co-conduttrice (Sanremo 2023) costata una multa alla Rai di 175.000 da parte di Agcom, poi le scarpe antinfortunistiche dell’ospite (a gratis) John Travolta inquadrate con generosità su un Ballo del Qua Qua da Teche Rai di Sanremo 2024 e ora una ‘tripletta’ di peso e origine molto diversa.

Partiamo da L’Unità sbianchettata dalla grafica che celebrava gli 80 anni della “Repupplica”. L’attenzione si è concentrata sul refuso, ma l’immagine svelava una mancanza, quella del titolo del giornale, L’Unità. In conferenza stampa il direttore dell’Intrattenimento Prime Time, Williams Di Liberatore, ha spiegato così la scelta:
“È una questione tecnica, lo abbiamo fatto anche su altre foto per evitare indebiti rilievi e lo abbiamo fatto in più occasioni. Benché sia un giornale è un marchio. Possono andare solo i marchi che vengono regolamentati dentro un determinato processo di placement. Si cerca di esser prudenti”.
Ma la prudenza non è mai troppa e sempre in conferenza stampa – dopo una segnalazione di Selvaggia Lucarelli – è stata sollevata l’esistenza di una collab tra Malika Ayane e il marchio Veralab per un kit contorno occhi che ha il titolo del brano portato in gara a Sanremo (Animali notturni). La Rai ha annunciato verifiche sul caso (ma a questo punto cosa potrebbe succedere?). In ogni caso Veralab era stata partner commerciale delle scorse edizioni del Festival.

Ultimo caso, di diverso peso, quello sollevato dal Codacons (!) rispetto a un fiore portato in scena da Dargen D’Amico: trattasi di una gerbera arancione, scelta anche da Aperol per pubblicizzare il suo spritz. Dargen ha risposto chiaramente in conferenza stampa, sollevando un problema ben più rilevante, ovvero l’attendibilità delle fonti, nel giornalismo e non solo.
Mamme d’oro, cantanti e modelle
Parlare di donne si conferma un terreno scivoloso in un contesto che fa i conti con un patriarcato così sistemico da non essere nemmeno percepito (come ha dimostrato l’intervento dell’accreditato in Sala Stampa Lucio Dalla).
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L’errore è dietro l’angolo. Ricordiamo “la capacità di stare accanto a un grande uomo rimanendo un passo indietro” di Georgina Rodriguez per Amadeus e quest’anno l’effetto Georgina c’è stato con Irina Shayk. Non tanto per la sua capacità di stare un passo indietro o di lato, quanto per l’opportunità di invitare una modella/attrice che non parla italiano, non ha progetti in Italia, ma è sicuramente di bell’aspetto, per fare dei lanci che avrebbe potuto fare chiunque. In più, la nazionalità non aiuta nel particolare momento storico: non si può dire che la Russia sia proprio un costruttore di pace e la sua presenza nella serata ‘dedicata’ alla pace, evocata con Heal the World, di Michael Jackson cantato dalla Pausini con i cori dell’Antoniano e di Caivano, ha attivato diversi sottotesti. La presenza di Irina Skayk è arrivata nella conferenza stampa del 28 febbraio, sia per la sua nazionalità sia per la sua presenza negli Epstein files. “Ho preso una top model, non chiedo l’agenda, i file, i controfile… penso fosse una bellissima donna, presente anche in tante vostre riviste…” ha risposto Conti a chi ha visto la sua partecipazione (e quella di Pupo) come “una mano tesa ai filorussi”.
C’è stata poi l’attacco a Conti in conferenza stampa per la sua presunta preferenza verso gli uomini nella selezione dei brani in gara: poco è valso da parte del Direttore Artistico spiegare che dipende da cosa inviano le case discografiche e dalle canzoni proposte. Niente, la tesi è stata netta (ma senza grandi fonti a supporto).
@agtw.it Sanremo e “quote rosa”, battibecco tra giornalista e Conti
Infine la presentazione di Francesca Lollobrigida come “mamma d’oro”: anche questo è stato letto come un tratto sessista. Questa, però, la definizione che di sé dà la medaglia d’oro nel suo profilo IG.

Le papere dell’AI
Il momento AI della prima serata di Sanremo 2026 resterà nell’immaginario collettivo, un po’ come i tristi palloncini apparsi in un Ariston vuoto per Covid.
Ci si domanda ancora chi ha pensato che fosse una buona idea e una cosa degna di essere mostrata a milioni di telespettatori.
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La posizione di Tommaso Paradiso in scaletta
Massimo Galanto sui social ha messo in evidenza un dato: Tommaso Paradiso si è (finora) sempre esibito intorno alle 22. La Prima sera è stato 8° su 30 con un’uscita alle 22, la Seconda sera è stato 4° su 15 alle 21:51, la Quarta sera è stato 9° su 30, in scena alle 21:56. Una posizione sicuramente comoda e anche per certi versi vantaggiosa, visto che La Ruota dellaFortuna chiude intorno alle 21:50 e quindi c’è un fisiologico passaggio di spettatori da Canale 5 a Rai 1. Nella serata finale si anticipa un po’: è 7° su 30, con una esibizione prevista alle 21:38. Se sia un trattamento di favore o un puro caso non si sa.
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Pucci e Morgan
L’annuncio di Morgan nella serata dei Duetti e delle Cover al fianco di Chiello per cantare “Mi sono innamorato di te” di Tenco ha scatenato immediatamente un fuoco di fila di polemiche. Dopo la squalifica del 2010 per l’intervista rilasciata a Max sul consumo di droga e il clamoroso BugoGate del 2020, Morgan sarebbe dovuto tornare all’Ariston in qualità di ospite. La sollevazione sui social è partita immediatamente: il cantante è coinvolto in una lunga vicenda processuale che lo vede imputato per stalking ai danni di Angelica Schiatti, sua ex compagna. Il processo al momento è sospeso in attesa di una pronuncia della Corte Costituzionale.
Sollevazione popolare sui social anche quella seguita all’annuncio di Andrea Pucci come ospite comico di una delle serate del Festival. La sua ‘comicità’ retrò, fatta di battute sessiste e omofobe (il “tampone di Zorzi” urla ancora vendetta) ha scatenato una serie di reazioni sui social. Si è parlato di Sinistra che si è opposta, di minacce ricevute, ma nessuna di queste occorrenze ha trovato conferma. Di fatto Pucci, dopo aver rivendicato l’ospitata con una foto da ‘ciucciami il calzino’, ha poi deciso di rinunciare al Festival. nonostante l’endorsement del Presidente del Consiglio, del Presidente del Senato e del Ministro degli Esteri.
Mogol in elicottero
A margine del Festival vero e proprio c’è stato poi il ‘caso’ di Mogol arrivato a Sanremo con un elicottero dei Vigili del Fuoco messo a disposizione dal Viminale. Il tutto per permettergli di essere ospite della Terza serata del Festival e ritirare il Premio alla Carriera.
Il Ministro dell’Interno Piantedosi ha spento la polemica, a suo modo: “Siamo contentissimi di aver avuto qui Mogol e lo ringraziamo per quello che ci ha dato. Il resto sono le solite polemiche strumentali. Noi siamo molto contenti di aver avuto un grandissimo artista, un monumento nazionale che ha regalato parte della sua capacità artistica, ha scritto una canzone regalandola come inno ai Vigili, quindi gli siamo profondamente grati”, ha detto il ministro nella dichiarazione raccolta da RaiNews.




