

Un’occasione persa.
Alle 22:12 circa del 24 febbraio 2026, nel corso della prima serata del Festival di Sanremo 2026, le intelligenze artificiali generative hanno fatto la loro apparizione ufficiale sul palco dell’Ariston, nell’evento più importante della storia della televisione italiana.
Sulla carta e in scaletta era un’ottima idea: sperimentare in diretta con modelli generativi di intelligenza artificiale per trasformare pubblico e conduttore in papere, sulle note dell’immarcescibile Papaveri e papere, brano musicale composto da Mario Panzeri, Nino Rastelli e Vittorio Mascheroni, classificatosi al secondo posto del Festival di Sanremo 1952 nell’interpretazione di Nilla Pizzi.
Ma la differenza fra idea e azione, come accade spesso, ha fatto la differenza. Con un filtro basato su AI applicato in diretta, lo sketch si è trasformato in un segmento video che è addirittura complicato descrivere.
Carlo Conti si trasforma in papero, poi in un essere umano che sembra qualcosa di simile a un mix fra Carlo Conti e un papero, poi in una, due, tre, più persone che, semplicemente, non sono Carlo Conti. L’immagine in onda si modifica in continuazione, senza un senso logico.
La stessa metamorfosi deformante e disturbante tocca in sorte all’inconsapevole pubblico in sala.
Le reazioni del pubblico che si è espresso sui social, ma anche di alcune pubblicazioni specializzate (e non) è stata di sconcerto e di critica, anche feroce.
Chiariamoci: l’idea di portare una tecnologia di frontiera a Sanremo è sicuramente encomiabile. Tuttavia, come dicevamo, l’esecuzione diventa talmente inconcepibile da diventare cartina di tornasole di tutti i problemi dell’Italia con le nuove tecnologie.
Le intelligenze artificiali generative generano – appunto – a partire da comandi. Questi comandi possono essere multimodali, un termine tecnico che significa che possono ricevere indicazioni non solo a parole ma anche per immagini statiche, attraverso video e addirittura video in diretta. A partire da questi comandi, i diversi modelli di AI producono output (anche qui, testuali, o per immagini o con video o con un mix).
È sicuramente complesso applicare queste tecnologie in diretta e in tv, anche se un po’ di prove rivelano che si può fare molto meglio con un po’ di accortezze. E allora perché farlo in questo modo?
Il risultato che è andato in onda e che rimarrà per sempre nella memoria collettiva e nei meme online sembra generato con modelli di intelligenze artificiali degli albori di queste tecnologie. Ma, nel 2026, come dimostrano parecchi test, la generazione di video non in diretta ha una qualità altissima. Queste macchine rappresentano una delle tecnologie future per effetti speciali e produzione video.
James Cameron è nel board di Stability AI. Darren Aronofsky ha fatto una serie intera animata con le AI. E, con un po’ di accorgimenti, si possono usare anche in programmi in diretta o in finta diretta, senza pretendere di far fare alle macchine cose che non sono ancora in grado di fare. Nel 2024, lo strumento Rask AI è stato usato a Britain’s Got Talent con un accorgimento semplice ed efficace.
Il problema dell’Italia con le AI
Il risultato non fa che confermare quello che molte persone pensano già delle AI: non funzionano, non fanno quello che promettono, non servono a niente.
In realtà, la sperimentazione e l’introduzione consapevole di strumenti giusti nel flusso di lavoro possono dare risultati molto interessanti anche nel mondo dell’audiovisivo, dell’intrattenimento e persino della televisione in diretta.
D’altra parte, l’Italia non si sta affatto distinguendo per una visione progressista e abilitante dell’uso di questi strumenti. Il livello del dibattito pubblico è molto basso (nulla di paragonabile, per esempio, a quel che avviene in Francia, come scrivevo per Internazionale), l’adozione di questi strumenti è spesso lasciata all’iniziativa dei singoli e non si intravede un lavoro sistemico per ottenere il meglio possibile dalla tecnologia. È un vero peccato.
E quella di Sanremo diventa, purtroppo, un’occasione persa per tutto l’ecosistema dell’intrattenimento italiano.
















