

I palinsesti Mediaset 2026-27 danno sfogo al ritorno di format che sembravano archiviati. Il paradosso? Mentre tornano titoli storico, il futuro del titolo più storico di tutti in casa Mediaset resta incerto
Cosa è emerso dalla presentazione dei palinsesti Mediaset 2026-2027 avvenuta nei giorni scorsi? Beh, oltre alle varie conferme e novità diventate titolo di articoli su web e stampa cartacea, c’è da sottolineare una storia piuttosto curiosa. Da una parte, infatti, c’è un’azienda che sembra aver riscoperto il valore del proprio archivio televisivo e di format messi nel cassetto troppo presto.
Da qui (e soprattutto dall’enorme successo riscontrato dall’operazione revival de La Ruota della Fortuna), è nata la consapevolezza che alcuni format del passato hanno ancora qualcosa da dire al pubblico di oggi, se ovviamente ricalibrati sul gusto comune odierno.
Ecco, allora l’idea di riportare in onda alcuni dei marchi che hanno contribuito a costruire il successo di Canale 5 tra gli anni Novanta e Duemila. D’altra parte, però, c’è un programma che, più di ogni altro, ha accompagnato la storia della rete negli ultimi quarant’anni e che, proprio quest’anno, non compare nella programmazione autunnale.
La stagione dei revival
| Programma | Status Palinsesti Mediaset 2026-2027 | Dettagli e Conduzione |
| La Ruota della Fortuna | Confermato (Access Prime Time) | Conduzione Gerry Scotti e Samira Lui |
| Passaparola | Ritorno / Nuovo Format | Conduzione da definire |
| Ok, il prezzo è giusto! | Ritorno / Preserale | Conduzione da definire |
| Super Karaoke | Confermato (Nuova edizione) | Conduzione Michelle Hunziker |
| Scherzi a parte | Confermato | Conduzione Max Giusti |
| Striscia la Notizia | Assente / In valutazione | Escluso dal palinsesto ufficiale; dichiarazioni prudenti di Pier Silvio Berlusconi |
Negli ultimi anni la strategia editoriale di Mediaset è sembrata seguire una direzione precisa: recuperare marchi storici senza limitarsi all’effetto nostalgia. Il caso più evidente è stato quello già citato de La Ruota della Fortuna. Il game show di Gerry Scotti e Samira Lui, in onda ininterrottamente in access prime time dal luglio 2025, è diventato uno dei punti di forza della rete, conquistando il pubblico, mettendo i bastoni tra le ruota alla concorrenza e dimostrando che un format nato decenni fa può ancora trovare spazio nella televisione generalista se aggiornato nel ritmo e nella confezione (va detto che gran parte della confezione odierna della Ruota deriva proprio dalla versione internazionale, quella venduta dagli Stati Uniti in ogni angolo del mondo).
Da lì il recupero dei grandi brand è diventato per Mediaset e la sua rete ammiraglia quasi una linea guida, sottile ma costante. Ai palinsesti 2026-27 è stato infatti annunciato il ritorno di Passaparola (e chissà se ci sarà ancora il gioco della Ruota finale, dopo quanto accaduto in Spagna), il cui ritorno era stato spesso auspicato dallo stesso Scotti negli anni scorsi. Ma che, per assurdo, difficilmente potrà essere condotto da lui, impegnatissimo alla Ruota (la nuova conduzione sarà affidata a Max Giusti, già erede di Caduta Libera e The Wall, oppure ci sarà il colpaccio Amadeus?).
Sempre Mediaset ha annunciato anche il ritorno, in preserale, di Ok, il prezzo è giusto!, altro titolo storico dell’intrattenimento Mediaset, che nel settembre scorso sembrava dovesse tornare sulla Rai, operazione che evidentemente non è andata in porto (anche in questo caso il nodo conduzione è tutto da sciogliere).
A questi si aggiungono due format del passato che sono già tornati in onda nei mesi scorsi: Super Karaoke, affidato a Michelle Hunziker e che tornerà con una nuova edizione, e Scherzi a parte, anch’esso riproposto in primavera con la conduzione di Max Giusti. Come, poi, non dimenticare un altro revival, ma sul fronte fiction, quello de I Cesaroni, la cui nuova stagione -complice una trama ben lontana da quella degli esordi e un cast azzoppato da qualche defezione- non ha avuto però il successo sperato.
Una strategia che evidenzia una scelta precisa dell’azienda: valorizzare il proprio patrimonio editoriale invece di inseguire esclusivamente nuovi format, il cui esito tra l’altro non è mai garantito. Siamo, insomma, sempre dalle parti dell’usato sicuro, con un fattore di rischio presente sì, ma in misura inferiore.
L’eccezione di Striscia la Notizia
La singolarità della situazione è emersa quando Piersivlio Berlusconi, interpellato a proposito del futuro di Striscia la Notizia, altro format storico di Mediaset, non si è troppo sbilanciato:
“Per quanto riguarda Striscia la Notizia e Antonio Ricci, stiamo facendo tutte le valutazioni del caso e ragionando ad oggi. Ora siamo a questo punto e non ho altre informazioni da darvi”.
Per la prima volta dalla sua nascita nel 1988, Striscia la Notizia non compare ufficialmente nei palinsesti Mediaset della stagione successiva. Ricordiamo che l’anno scorso Berlusconi aveva confermato il ritorno di Striscia, inizialmente in access prime time e poi, considerato il successo della Ruota, in prima serata con cinque appuntamenti speciali condotti dalla storica coppia Ezio Greggio ed Enzo Iacchetti.

Dal suo debutto Striscia la Notizia ha attraversato cambiamenti profondissimi della televisione italiana. Ha visto alternarsi decine di coppie di conduttori, ha lanciato personaggi diventati popolari, ha trasformato il linguaggio dell’inchiesta televisiva e ha saputo reinventarsi più volte senza mai rinunciare al proprio appuntamento quotidiano.
Negli anni Striscia ha affrontare anche numerosi fattori esterni, come la frammentazione del pubblico, la concorrenza, la fruizione dei contenuti (non a caso il suo sito ufficiale e le sue pagine social sono tra le più complete e aggiornate dei programmi Mediaset) e perfino il concetto stesso di televisione generalista. Eppure Striscia era rimasta uno dei pochi punti fermi del palinsesto Mediaset. Fino a oggi.
Non significa che il tg satirico ideato da Antonio Ricci sia arrivato ai titoli di coda. Anzi, Pier Silvio Berlusconi ha scelto parole molto prudenti, spiegando che sul futuro della trasmissione sono ancora in corso valutazioni. Ma proprio questa prudenza rappresenta la vera novità.
Un equilibrio cambiato
Se l’anno scorso Berlusconi era ancora prudente nel confermate quanti in tanti altri avevano già notato, ovvero la fine dell’era di Striscia la Notizia nell’access, questa volta il taglio è stato più netto. L’appuntamento quotidiano cade e, mentre la redazione del tg satirico tiene accesi i propri canali social per mantenere il contatto con il pubblico, c’è tutto un gruppo di lavoro che attende notizie in merito al proprio futuro.
Anche questa è una conseguenza del cambio di paradigma che Mediaset ha imposto a se stessa e un po’ a tutta la televisione italiana. Il messaggio che l’approdo della Ruota in access prime time dopo quasi 40 anni di presidio di Striscia è che gli equilibri televisivi, anche quelli più solidi, possono essere modificati. E che anche i programmi che sono meritatamene di casa per milioni di italiani devono accettare il fatto di poter essere soggetti a trasformazioni di linguaggio e formato, oltre che di collocazione.
Il cambio di prospettiva

Mediaset, insomma, continua a investire sulla propria storia, riportando in vita marchi che sembravano appartenere al passato. Ma, nello stesso momento, dimostra di essere disposta a rimettere in discussione anche il programma che, più di tutti, aveva rappresentato una certezza per il pubblico di Canale 5.
Se i revival raccontano la volontà di recuperare ciò che manca, l’assenza di Striscia la Notizia, invece, spiega che anche i simboli più solidi possono entrare in una nuova fase di riflessione. E forse è questa, più ancora del ritorno dei grandi classici, la notizia che caratterizza davvero la nuova stagione di Mediaset.






