La Formula 1 è tornata: 5 episodi più curiosi (e anche drammatici) delle ultime stagioni
Formula 1

In occasione del ritorno in televisione del campionato mondiale di F1, ripeschiamo cinque momenti curiosi (e non solo) delle ultime stagioni del Circus.

Il weekend in corso è il più atteso dell’anno per quanto riguarda gli appassionati di Formula 1.

Domenica 8 marzo 2026, infatti, inizierà il nuovo campionato mondiale di F1, organizzato dalla FIA, che assegnerà per la precisione il 77esimo titolo piloti e il 69esimo titolo costruttori.

L’edizione 2026 sarà formata, per il terzo anno consecutivo, da 24 gran premi e si chiuderà il prossimo 6 dicembre.

Per quanto riguarda la copertura televisiva, anche quest’edizione sarà interamente visibile su Sky Sport, in streaming su NOW e in chiaro (in differita) su TV8. Il canale free-to-air di Sky, però, trasmetterà in chiaro e in diretta alcuni eventi come il Gran Premio d’Italia del 6 settembre 2026 e le sei gare Sprint dei gran premi di Cina, Miami, Canada, Regno Unito, Paesi Bassi e Singapore.

In occasione di questo ritorno, ripeschiamo 5 episodi curiosi (e in alcuni casi drammatici) delle ultime stagioni del Circus di F1.

Il cameraman colpito da uno pneumatico

L’episodio in questione avvenne durante il Gran Premio di Germania del 2013, sul circuito del Nürburgring.

Durante il primo pit-stop di Mark Webber (all’epoca pilota della Red Bull), il meccanico addetto alla gomma posteriore destra non riuscì a fissare correttamente lo pneumatico prima che il pilota ricevesse il segnale di ripartenza. Non appena la vettura lasciò la piazzola, la ruota si staccò immediatamente, iniziando a rotolare pericolosamente lungo la corsia dei box.

La gomma, muovendosi a forte velocità, colpì in pieno Paul Allen, cameraman della Formula One Management. L’impatto fu violento e inaspettato: Allen, infatti, si trovava di spalle e non si rese conto dell’imminente pericolo e non poté, quindi, fare nulla per evitarlo.

Allen fu scaraventato a terra, riportando diverse lesioni tra le quali una commozione cerebrale, la frattura della clavicola, la frattura di due costole e altre contusioni. Fortunatamente, l’uomo riuscì a riprendersi pienamente.

Dopo l’incidente, la FIA intervenne drasticamente per migliorare la sicurezza in pit-lane.

L’incidente di Grosjean e l’onda di fuoco

L’incidente di Romain Grosjean, avvenuto nel corso del Gran Premio del Bahrain del 2020, è considerato uno dei momenti più drammatici, e allo stesso tempo spettacolari (possiamo dirlo visto che il pilota, all’epoca della Haas, ne uscì illeso) della storia moderna della Formula 1.

Al primo giro, dopo la curva 3, Grosjean entrò in contatto con l’anteriore sinistra di Daniil Kvjat, pilota all’epoca della AlphaTauri, con la sua monoposto che uscì di pista a circa 240 km/h, colpendo un guardrail.

La sua Haas si spezzò in due tronconi e prese immediatamente fuoco, causando un’esplosione violenta, e la parte della monoposto con la cellula di sicurezza dell’abitacolo rimase incastrata nella barriera metallica avvolta dalle fiamme.

Grosjean, miracolosamente, non perse mai conoscenza e riuscì ad uscire dall’auto con le proprie gambe, per essere poi trasportato in ospedale per gli esami del caso che accertarono “solo” alcune ustioni agli arti.

Grosjean riuscì a uscire illeso dall’incidente grazie all’Halo, la protezione in titanio sopra l’abitacolo che aprì letteralmente le lamine d’acciaio del guardrail, alla cellula di sopravvivenza in carbonio, che rimase integra e protesse il corpo del pilota dallo schiacciamento, e all’abbigliamento ignifugo.

Hamilton penalizzato dalla sua scuderia

L’errore di strategia della Mercedes nel Gran Premio di Monaco del 2015 fu uno dei più eclatanti della storia recente della Formula 1 che finì per penalizzare il suo pilota Lewis Hamilton.

Il pilota inglese, infatti, nel GP in questione, aveva dominato l’intero weekend. Partito in pole position, Hamilton stava conducendo la gara con un vantaggio rassicurante sul compagno di scuderia Nico Rosberg e, a 15 giri dalla fine, la vittoria sembrava una pura formalità.

Al giro 64, però, un giovane Max Verstappen (all’epoca pilota della Toro Rosso) tamponò violentemente la Lotus di Romain Grosjean. L’incidente portò all’intervento della Virtual Safety Car e successivamente della Safety Car fisica.

I tecnici Mercedes, credendo erroneamente di avere abbastanza margine per un pit-stop “gratuito”, richiamarono Hamilton ai box per montare gomme fresche, temendo che Rosberg e Vettel (dietro di lui) potessero fare lo stesso e attaccarlo nel finale ma ci fu un clamoroso errore di calcolo. Rosberg e Vettel, tra l’altro, neanche si fermarono ai box.

Quando Hamilton uscì dalla corsia dei box, si ritrovò incredibilmente dietro a Rosberg e Vettel e nel GP di Monaco, com’è noto, superare è molto difficile se non impossibile.

Clamorosamente, quindi, Hamilton finì il Gran Premio al terzo posto e al termine della corsa, manifestò pubblicamente il proprio disappunto, fermando la propria Mercedes lungo la curva del Portier (rimanendo in silenzio nel proprio abitacolo) e, successivamente, urtando volontariamente il cartellone col numero 3 una volta arrivato nella zona del podio.

La bandiera a scacchi sventolata in anticipo

Winnie Harlow, top model e attivista canadese, nota in tutto il mondo per essere la prima modella di successo con la vitiligine, fu la protagonista di uno dei momenti più imbarazzanti della storia recente della Formula 1 anche se la colpa di quanto avvenuto non è da attribuire a lei.

Tradizionalmente, infatti, in molti GP, una celebrità viene invitata sul podio dei commissari per sventolare la bandiera a scacchi e decretare così la fine della corsa. Nel 2018, l’onore toccò proprio alla top model.

Winnie Harlow, però, iniziò a sventolare vigorosamente la bandiera al giro 69 del Gran Premio del Canada del 2018 ossia un giro prima della fine della corsa.

Sebastian Vettel, in quel momento in testa, notò immediatamente l’anomalia, segnalandola via radio al muretto Ferrari. il regolamento FIA, inoltre, parlava chiaro: se la bandiera veniva mostrata per errore in anticipo, la gara si riteneva conclusa al giro precedente.

Nonostante i social media si scatenarono contro Harlow, un’indagine della FIA chiarì che la causa dell’incidente fu un errore di comunicazione tra la direzione gara e i commissari a terra, con un commissario che diede il via alla top model con un giro d’anticipo.

La gara, quindi, fu ufficialmente dichiarata conclusa al giro 68, due giri prima della fine prevista: il giro più veloce fatto registrare da Daniel Ricciardo venne annullato e alcuni sorpassi avvenuti nelle retrovie durante gli ultimi chilometri furono invalidati.

Il fatto che Winnie Harlow fosse amica di Lewis Hamilton, che chiuse il GP in questione al quinto posto, inoltre, scatenò anche qualche illazione.

Il pit-stop sbagliato della McLaren

Il Gran Premio d’Italia 2025, più che per il dominio di Max Verstappen (vincitore su Red Bull), viene ricordato per il pasticcio ai box della McLaren che scatenò un piccolo terremoto tra i suoi due piloti, Lando Norris e Oscar Piastri.

Con Norris in gara davanti al compagno di scuderia, Oscar Piastri effettuò una sosta ai box praticamente perfetta (1,9 secondi) mentre il pit-stop di Lando Norris fu un disastro a causa di un errore umano (5,9 secondi).

Norris, quindi, perse la posizione in pista a favore di Piastri, rientrando alle sue spalle e vedendo svanire il vantaggio costruito durante la gara.

Il muretto McLaren, quindi, per rimediare all’errore, ordinò a Piastri di restituire la posizione al compagno di scuderia, visto che il sorpasso non avvenne per meriti sportivi. Piastri obbedì all’ordine di scuderia.

Durante il Gran Premio, Max Verstappen fu informato dello scambio di posizione dei due piloti McLaren e, tra le risate, chiese i motivi a Gianpiero Lambiase, responsabile corse della Red Bull, che, di tutta risposta, gli disse: “Non sono fatti nostri, concentrati sulla corsa”.

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