

La 3×01 di House of The Dragon, con il racconto della Battaglia del Condotto/Gullet, fa qualcosa di mai fatto prima nell’intera saga di Game of Thrones e riscrive le regole del climax, un po’ per necessità produttiva, un po’ per riguadagnare la fiducia del pubblico
L’attesa dei fan per la terza stagione di House of the Dragon non è la solita: per il prequel di Game of Thrones è il momento di dimostra che l’attesa ne è valsa la pena. Come ampiamente annunciato già durante la produzione della seconda stagione, la nuova stagione della serie HBO comincerà con la Battaglia del Condotto (Battle of the Gullet), un evento che lo showrunner Ryan Condal ha già definito “probabilmente la singola ora di televisione più folle mai realizzata”, ammettendo che lo sforzo economico e logistico è stato “francamente irresponsabile”.
🔥 La Battaglia del Condotto (3×01) in sintesi:
- Cos’è: il catastrofico scontro navale e aereo tra i Neri (Velaryon) e i Verdi alleati con la Triarchia di Essos.
- Dove vederlo in Italia: da lunedì 22 giugno 2026 su Sky Atlantic e in streaming su NOW ed HBO Max.
- Il Record: con un budget stimato di oltre 20 milioni di dollari, supera i costi di produzione di episodi cult come “La battaglia dei bastardi”.
- Perché è storico: rompe la tradizione dell’universo di George R.R. Martin posizionando il climax bellico nella premiere anziché nell’episodio 9.
Per i fan e per chi volesse capire la “follia” di questo episodio, l’appuntamento è da lunedì 22 giugno su Sky e NOW, oppure su HBO Max. Ma al di là della spettacolarità estetica e dei costi record, questo episodio rappresenta un taglio netto con la tradizione strutturale dell’universo televisivo di George R.R. Martin. E vi spieghiamo perché.
La fine del mito dell’Episodio 9: come cambia il ritmo di Game of Thrones
Chi ha seguito GoT sa che una delle peculiarità della serie tv era quella di costruire, in quasi tutte le stagioni, un climax che trovava il suo apice non nell’episodio finale, ma poco prima, per la precisione nella nona puntata. Una legge non scritta, ma rigidissima e che i telespettatori hanno presto sgamato.
La struttura classica della serie prevedeva una lenta e metodica costruzione della tensione per otto puntate, l’esplosione del climax nel penultimo episodio, e una decima puntata dedicata a raccogliere i cocci e preparare il terreno per il futuro. Una tradizione che ci ha regalato momenti monumentali, entrati di diritto nella storia della serialità:
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La destituzione degli Stark (1×09 – La confessione): la morte di Ned Stark che ha ridefinito il concetto di “incolumità del protagonista” in tv;
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La svolta bellica (2×09 – L’assedio): il primo grande scontro in scala reale della serie, che riprende una delle scene cult dei primi romanzi di George R.R. Martin, ovvero la “battaglia delle Acque Nere”:
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Il trauma collettivo (3×09 – Le piogge di Castamere): l’epocale massacro delle Nozze Rosse, forse l’episodio più noto di GoT, anche a chi non è fan della serie;
- L’addio di una fan favorite (4×09 – Il coraggio di pochi): l’episodio segna l’uscita di scena di Ygritte, trauma che permette però di far crescere ulteriormente Jon Snow;
- L’effetto a sorpresa (5×09 – La danza dei draghi): Drogon, il drago più grande di Daenarys, compare sul finale dell’episodio per salvarla da un attacco che non le avrebbe lasciato scampo. I draghi, fino a qui rappresentati in misura minore e in momenti accuratamente studiati, cominciano a prendersi sempre più spazio nella serie.
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La claustrofobia della guerra (6×09 – La battaglia dei bastardi): il picco del realismo sporco fantasy.
Tornando ad House of the Dragon, scegliere di posizionare la Battaglia del Gullet nell’episodio di debutto della terza stagione scardina completamente questo meccanismo. Non si tratta solo di una scelta logistica, ma di una precisa strategia di posizionamento culturale e commerciale: agganciare lo spettatore dal primo minuto, senza lasciargli il tempo di respirare.
Anticipazioni e fazioni: chi combatte nella Battaglia del Condotto (Gullet)?
Per comprendere l’assoluta novità di questo episodio, bisogna anche guardare la scacchiera di Westeros e capire come tre forze distinte stiano per scontrarsi in un imbuto acquatico mortale. Il Condotto è il canale marittimo che separa la baia delle Acque Nere dal mare aperto, ed è qui che si gioca il destino dell’approvvigionamento della capitale. In campo sono pronte a scendere tre fazioni:
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I Neri (Team Black): guidati dalla regina Rhaenyra Targaryen (che continua a rivendicare il Trono di Spade), controllano capillarmente il mare grazie alla flotta leggendaria dei Velaryon, capitanata da Corlys (il Serpente di Mare) e dai suoi figli Alyn e Addam di Hull. Bloccando il Gullet, i Neri stanno letteralmente affamando Approdo del Re. Inoltre, dopo il reclutamento dei “semi di drago” alla fine della seconda stagione (ovvero i nuovi cavalieri che stanno ancora imparando a gestire i propri draghi, come Hugh il Martello e Ulf il Bianco), i Neri godono ora di una devastante superiorità aerea.
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I Verdi (Team Green): guidati dal Principe Reggente Aemond Targaryen (mentre il re Aegon II è fuggito ferito in segreto). Disperati per l’isolamento commerciale della capitale, i Verdi hanno inviato Tyland Lannister oltre il Mare Stretto per stringere un patto disperato e sanguinoso.
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La Triarchia: una potente e spietata alleanza mercante che unisce le tre Città Libere di Essos (Lys, Myr e Tyrosh), storiche nemiche della flotta Velaryon. Guidati dall’eccentrico e temibile Ammiraglio Sharako Lohar, i vascelli della Triarchia scendono in guerra al fianco dei Verdi con l’unico scopo di distruggere il blocco marittimo dei Neri.
Ciò che rende il Gullet un unicum assoluto nella storia della televisione è la sua natura bidimensionale: è una battaglia simultanea di mare e d’aria. Game of Thrones ci aveva mostrato conflitti navali statici (come nell’episodio L’assedio) o imboscate, ma non aveva mai fuso nello stesso istante lo speronamento ravvicinato tra centinaia di navi in movimento e il bombardamento aereo di molteplici draghi che sputano fuoco dal cielo.
I numeri e i record della premiere: quanto costa la terza stagione di House of the Dragon?
Per dare vita a questa follia visiva, la produzione ha sfidato le leggi fisiche dei set tradizionali. Gli attori si sono ritrovati a girare a bordo di enormi strutture navali montate su bracci idraulici oscillanti (gimbal) capaci di simulare il rollio delle onde. A livello tecnico, sono stati impiegati ben 3 milioni di litri d’acqua e 200 tonnellate di acciaio per le scenografie, arrivando a stabilire un record storico per gli stunt: ben 23 acrobati incendiati contemporaneamente in una sola ripresa.
Per ottenere il risultato finale, era inevitabile spendere tanti soldi: il primo episodio di HOTD 3 di fatto si mangia buona parte del budget di tutta la stagione, ma lo fa consapevole della necessità di tale investimento per dare alla serie prequel un prestigio di narrazione ed effetto visivo che fosse al pari se non superiore a quello guadagnato dalla serie madre. Giusto per intenderci, confrontiamo i budget di alcuni episodi clou di GoT con il 3×01 di HOTD:
| Episodio / Battaglia | Stagione e Posizione | Budget Stimato (per episodio) | Elemento di Svolta / “Follia” Produttiva |
| Prima Stagione (Generale) | GoT – Stagione 1 | ~6 milioni $ | Budget ridotto. Grandi battaglie tagliate o relegate fuori campo. |
| L’assedio (Blackwater) | GoT – 2×09 | ~8 milioni $ | Primo sforzo extra-budget concordato con la HBO per costruire la flotta e gestire l’effetto visivo dell’Altofuoco. |
| Aspro Dimora (Hardhome) | GoT – 5×08 | ~10-15 milioni $ | Il massacro improvviso dei Guardiani della Notte. Ridefinizione totale della gestione delle comparse in condizioni estreme. |
| La Battaglia dei Bastardi (Battle of the Bastards) | GoT – 6×09 | ~11-30 milioni $ | 25 giorni di riprese reali, 500 comparse e l’uso massiccio di cavalli veri per un realismo fisico asfissiante. |
| La lunga notte / Le campane (The Long Night / The Bells) | GoT – Stagione 8, episodi 3 e 5 | ~15 milioni $ (media) | Il picco di sforzo della serie madre. 55 notti consecutive di riprese notturne e la distruzione digitale di Approdo del Re. |
| La Battaglia del Condotto (The Gullet) | HotD – 3×01 | Più di 20 milioni $ | Gestione della fisica combinata di acqua, fuoco e modelli digitali di draghi in uno scontro navale dinamico aperto. |
Perché iniziare con il Condotto? Il recupero del climax mancato
La necessità di aprire la terza stagione con un evento di questa portata risiede nelle complesse dinamiche che hanno piagato la seconda stagione. Lo sciopero degli sceneggiatori del 2023 e l’immensa complessità logistica avevano costretto la HBO a ridurre la stagione precedente da dieci a otto episodi, tagliando di fatto il finale bellico originale.
Il finale della seconda stagione, puramente di posizionamento, era stato percepito da una parte del pubblico come un lungo prologo sospeso. Iniziare la terza stagione con il Condotto risponde a tre precise esigenze editoriali della HBO:
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Azzerare la frustrazione: consegnare subito la grande battaglia promessa, ripagando i fan per i due anni di attesa e per un season 2 finale non apprezzato da tutti;
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Monopolizzare il discorso culturale: creare un impatto mediatico e social imponente fin dalle prime ventiquattro ore dalla messa in onda;
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Cambio di passo: dichiarare apertamente che la fase diplomatica e politica è finita. La Danza dei Draghi, la guerra civile in cui sta per finire Westeros e che rappresenta da sempre il punto di arrivo della serie, è ora una guerra totale priva di pietà.
Un azzardo per il futuro?

Se l’esperimento del Condotto dovesse pagare in termini di ascolti, potrebbe cambiare il modo di concepire il ritmo delle serie evento? La struttura “a imbuto” ereditata dal canone televisivo classico viene sostituita da una narrazione in medias res, dove lo spettatore viene travolto fin dai primi minuti nel fatto più eclatante della stagione.
Resta da capire se House of the Dragon riuscirà a mantenere alta la tensione drammatica per i restanti sette episodi della stagione dopo aver investito una quota così imponente del suo budget e della sua spettacolarità visiva nella premiere. La risposta, a Westeros, arriverà solo con il fuoco e il sangue; ma anche con le reaction.
Una cosa è certa: HBO sembra aver voluto investire molto di più sul prequel di GoT ora che in passato, tanto da pianificare già una quarta e ultima stagione, decisione utilissima per sceneggiatori e produttori per costruire al meglio un finale della stagione 3 che possa agganciarsi all’ultima stagione e alla chiusura della saga ambientata 100 anni prima dei fatti narrati nelle Cronache del Ghiaccio e del Fuoco.





